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SMAKKKKK, BACIOSI E DOLCIOSI! E' OBBLIGATORIO RISPONDERE A QUESTO APPELLO!
ALTRIMENTI IO STREGA CON GATTO NERO AL SEGUITO VI FACCIO LA FATTURA (QUELLA DEL COMMERCIALISTA, CHE E' PEGGIO DI QUELLA DELLA STREGA!)
L' AIDAA (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) cerca dei volontari per fermare una strage che si ripete ogni anno.
Già perchè questa bruttissima moda è arrivata anche in Italia: è la strage di gatti neri che si verifica la notte di Halloween, tra il 31 ottobre e il primo novembre, festività di importazione nordamericana che discende da Samhain, l'antico Capodanno celtico.
L'Aidaa, per il terzo anno consecutivo "intende organizzare delle ronde per prevenire il massacro e le violenze nei confronti dei gatti neri nella notte di Halloween. Come già sperimentato negli scorsi anni, la presenza delle ronde dell'Aidaa e di altre associazioni che aderirono all'iniziativa rese possibile bloccare sul nascere possibili atti di violenza e di massacro di massa dei gatti neri che in quella notte trova il suo punto più alto".
Triste che ci sia bisogno di questo, no?
Ricordiamo ad esempio il caso dello "psicopatico di Pogliano Milanese" che si rese responsabile dell'uccisione di una quindicina di gatti appesi poi agli stendini del paese. Oppure la vicenda dei gatti neri del settembre-novembre del 2006 che portò alla sparizione di decine di gatti neri nel milanese. Ma i casi sono molti di più e basta scorrere i siti Internet dedicati agli amanti dei mici per scoprire quanti gatti nella notte di Halloween perdono la vita a causa di psicopatici ed amanti di strani riti esoterici.
Quest'anno si svolgerà il prossimo 17 novembre la giornata di tutela del gatto nero con manifestazioni previste in molte città italiane.
In previsione della festa del gatto nero, si legge sul sito dell'Aidaa, "vogliamo che nessun micio di nero mantato perda la vita nella notte delle streghe e per questo chiediamo a tutti gli amici animalisti e agli amanti dei gatti di aderire al progetto delle ronde anti maltrattamento dei gatti neri mettendosi a disposizione per alcune ore nella notte delle streghe per controllare cimiteri e altri luoghi dove si celebrano gli strani riti esoterici e dove i gatti neri vengono sacrificati.
Le adesioni singole o di gruppo devono essere inviate il prima possibile mandando una email all'indirizzo emergenzamici@libero.it oppure telefonando al numero 3926552051 tutti i giorni dalle 11 alle 20.
" per info 3926552051". 
12 ottobre 1492 - comincia un'era fulgida
Cristoforo Colombo, scopritore del nuovo mondo o del mondo nuovo?? Fatto sta che pur non essendo un rivoluzionario, di sangue ne sparse parecchio! Allora, come la mettiamo con quelli che accusano il rivoluzionario di essere un sanguinario, assassino, frustrato ecc. ecc.? (vedi post precedente): la civiltà che lui portò ai selvaggi, mi fa tanto pensare alla democrazia da esportazione di Busch!
Uno dei tanti episodi: la soldataglia da lui lasciata a presidiare un villaggio, si sollazzò con il seguente giochino di società: mentre gli indigeni (che se vogliamo erano i padroni di quelle terre) festeggiavano una loro ricorrenza, chiusero tutte le porte del luogo in cui i malcapitati festeggiavano, e gli diedero fuoco! D'altra parte, i poveretti si annoiavano, lontano dalle loro spose, dai loro amici (che glielo aveva ordinato il medico di andare in america?), qualcosa pure dovevano fare per ammazzare il tempo!
Qui' un piccolo assagio di quello che diede inizio alla tratta degli schiavi! E meno male che alle spalle c'era la cattolicissima e santa spagna con regina e re compresi!
Successivamente, il 15 marzo 1493, giunse via mare a Palos, in Castiglia. Qui Colombo, che aveva portato con sé un po' di oro, tabacco e alcuni pappagalli da offrire ai sovrani quali segni tangibili delle potenzialità delle "isole dell'India oltre il Gange", condusse anche dieci indiani Taino che aveva rapito proprio fra quei suoi gentili ospiti che "professavano grande amore verso tutti".
Così l'ammiraglio annotava nella sua relazione, consegnata al tesoriere del Re il 30 aprile 1493:
| « Porto meco uomini di quest'isola e delle altre da me visitate i quali faranno testimonianza di ciò che dissi. (...) Io prometto: che a' nostri invittissimi Re, sol che m'accordino un po' d'aiuto, io sarò per dare tant'oro quanto sarà lor necessario (...) tanti servi idolatri, quanti ne vogliano le loro Maestà (...) esulti Cristo in terra come in cielo, perché volle che fossero salvate le anime di tanti popoli prima perdute. » | |
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(Cristoforo Colombo, ibidem [2])
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Uno dei nativi americani morì poco dopo l'arrivo, ma in tempo per essere battezzato cristianamente.
Colombo fu accolto come un eroe dai sovrani, che lo sollecitarono ad intraprendere un altro viaggio: la regina di Castiglia ed il re di Aragona credevano che egli fosse stato in Giappone.
Dopo aver fondato un nuovo avamposto, Isabella, Colombo trascorse alcuni mesi nell'esplorazione dell'entroterra alla ricerca di oro. Poi nel 1494 lasciò Hispaniola e il 30 aprile giunse a Cuba e pochi giorni dopo in Giamaica. Tornato ad Hispaniola, Colombo, dopo aver inviato una nave carica di indigeni in Spagna, costrinse i nativi rimasti a cercare l'oro.
Alla fine del 1495 Colombo ripartì alla volta della Spagna, che raggiunse nella primavera del 1496.
Dopo due anni trascorsi in Castiglia a convincere i reali della necessità di una nuova spedizione e a reperire la somma necessaria per il viaggio, Colombo riuscì ad armare 6 navi, con un equipaggio di circa 300 marinai.
La flotta, partita il 30 maggio 1498, si diresse verso le isole di Capo Verde e di lì raggiunse Trinidad, il 31 luglio. Nell'agosto dello stesso anno Colombo esplorò il Golfo di Paria ed il delta dell'Orinoco.
Tornato a Santo Domingo, Colombo dovette fare i conti con i coloni in rivolta e gli indigeni decimati dalle malattie e dai lavori forzati. I sovrani cattolici, avvertiti dai reduci dei disordini sull'isola, inviarono nel 1500 Francisco de Bobadilla, per far luce sull'accaduto. Questi, resosi conto della situazione, arrestò Colombo ed i fratelli e li ricondusse in patria. All'arrivo Isabella la Cattolica fece liberare Colombo, che però dovette rinunciare al titolo di vicerè
E questo fu solo l'inizio, perchè da li comincio' lo sterminio degli indigeni, con violenze inaudite nei loro confronti, con malattie che decimarono le popolazioni, con sistematiche distruzioni del loro habitat!
E si arrivò a chiudere questi fieri e liberi uomini nei recinti! Sempre con la croce di cristo al seguito, naturalmente!

L'elenco non finirà mai, quelli che si ergono a baluardo della legalità e della giustizia, a difensori dello stato e della nazione, fanno una brutta fine!
| » 2007-09-01 10:40 |
| QUEL 3 SETTEMBRE IN VIA CARINI A PALERMO |
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FONTE: Ansa.it - clicca qui per leggere il seguito con i nomi degli assassini e le condanne.
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MAI DIMENTICARE! MAI! MAI! MAI!

IL 2 AGOSTO DEL 1980 ASSASSINI VIGLIACCHI E SANGUINARI FEROCI, ADUSI ALLA VIOLENZA COME UNICO MEZZO DI AFFERMAZIONE DELLA LORO IDEOLOGIA, NASCOSTI NELL'OMBRA, COLPENDO ALLE SPALLE A TRADIMENTO, (COME ABITUALE SISTEMA DI LAVORO DI CHIARO STAMPO STRAGISTA, CHE FA RIMA CON FASCISTA E NAZISTA), PERSONE IGNARE E INNOCENTI, LA CUI UNICA COLPA FU DI INCONTRARSI LA'. OLTRE CHE FEROCI ASSASSINI ANCHE LADRI DI VITE, HANNO RUBATO AD 85 ESSERI UMANI LA POSSIBILITA' DI VIVERE, AD OGGI, ALTRI 27 ANNI! HANNO DISTRUTTO VITE SUPERSTITI, HANNO UCCISO SOGNI, SPERANZE, PROGETTI!
UNA PER TUTTI, LA PIU' PICCINA CHE IL 2 AGOSTO 1980 AVEVA 3 ANNI, ORA NE AVREBBE TRENTA, MA BIECHI ASSASSINI ED ASSASSINE NON LE HANNO CONCESSO QUELLO CHE ERA UN SUO DIRITTO: VIVERE!
PER COMPRENDERE L'ORRORE COMPIUTO, LEGGI LE STORIE DI CIASCUNA DELLE VITTIME ,
CONSERVA IL RICORDO DI QUESTE VITE CRUDELMENTE SPEZZATE, NON CREDERE CHE QUESTA STRAGE ORGANIZZATA E VOLUTA APPARTENGA AL PASSATO! LA VIOLENZA E LA CRUDELTA' SONO SEMPRE IN AGGUATO!

CI SONO STATE CONDANNE, IN QUESTI GIORNI L'ULTIMA, MA I MANDANTI??CE LI TROVIAMO TUTTI I GIORNI CHE CAMMINANO AL NOSTRO FIANCO E MAGARI DIFENDONO A CHIACCHIERE I "VALORI"
DISPREZZO E IGNOMINIA!
quel tremendo 1 Maggio 1947Giovanni Megna, Vito Allotta, Vincenza La Fata, Giovanni Grifò, Lorenzo Di Maggio, Francesco Vicari, Castrenza Intravaia, Giorgio Cusenza, Margherita Clesceri, Serafino Lascari, Filippo Di Salvo

renato guttuso - portella della ginestra
Nella storia più che secolare del Primo maggio in Italia la pagina più sanguinosa venne scritta nel 1947 a Portella della Ginestra. Qui, riprendendo una consuetudine risalente all’epoca dei Fasci siciliani e interrotta dal fascismo, erano convenuti i contadini di Piana degli Albanesi, San Giuseppe Jato e San Cipirello. Circa duemila persone – uomini, donne, bambini e anziani – erano giunte a dorso di mulo, a bordo di carretti e anche a piedi, portandosi dietro le bandiere, gli strumenti musicali, cibo e dolci. Si predisponevano a una festa, avendo motivo di rallegrarsi.
La piana di Portella della Ginestra era infatti dominata dai monti Cumeta e Pizzuta e da lì sarebbe stato facile aprire il fuoco con le mitragliatrici contro la folla esposta ai colpi e senza possibilità di riparo.
Tutto venne predisposto con cinica cura e per l’occasione la banda Giuliano era stata rinfoltita con alcuni giovani prezzolati.
Il primo oratore, Giacomo Schirò, aveva appena iniziato a parlare quando si udì un crepitìo di colpi. Non tutti si resero ben conto di quanto stava accadendo e qualcuno pensò si trattasse di intempestivi mortaretti fatti esplodere in segno di festa. A qualcun altro tornarono forse alla mente le oscure e inquietanti parole ascoltate in paese: “Partite cantando, tornerete piangendo”.
Alla vista degli animali abbattuti e delle prime persone colpite fu chiara a tutti la tragedia che si stava compiendo. Il terrificante bilancio della sparatoria fu di undici morti e oltre cinquanta feriti.
La notizia dell’eccidio si diffuse rapidamente suscitando comprensibile emozione in tutta Italia. La Cgil proclamò per il 3 maggio lo sciopero generale e puntò il dito contro la “volontà dei latifondisti siciliani di soffocare nel sangue le organizzazioni dei lavoratori”.
La strage di Portella inaugurò la lunga teoria dei misteri di Stato, ben protetti da muri di gomma, contro i quali erano destinati a infrangersi la ricerca della verità e la sete di giustizia. E gli ingredienti tipici della strategia della tensione – depistaggi, morti sospette, ricatti – si ritrovarono tutti nel modo in cui vennero gestite le indagini sulla strage e chiuso l’imbarazzante capitolo del banditismo siciliano.
Nel 1949, sentendosi abbandonato dai suoi protettori che, in cambio dei servigi resi, gli avevano promesso l’impunità e l’espatrio, Giuliano scrisse una lettera ai giornali e alla polizia per rivendicare lo scopo politico della strage di Portella: “Non si poteva restare indifferenti davanti all’avanzata diabolica della canea rossa, la quale, allettando con insostenibili e stolte promesse i lavoratori, ha sfruttato e si è servita del loro suffragio per fare della Sicilia un piccolo congegno da servire al funzionamento della macchina sovietica”.
Il 14 luglio 1950 il bandito venne ucciso dal suo luogotenente, Gaspare Pisciotta, il quale fu a sua volta avvelenato in carcere il 9 febbraio 1954 dopo aver preannunciato clamorose rivelazioni sui mandanti della strage di Portella.
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NON CREDERETE AI VOSTRI OCCHI! GIURO!
PER RASSERENARE IL CLIMA VOGLIO REGALARE QUESTA IMMAGINE IDILLIACA A TUTTI QUELLI CHE PASSERANNO DI QUA', MA SOPRATTUTTO AI MIEI AMICI CHE MI DIMOSTRANO SEMPRE TANTO AFFETTO E SIMPATIA!
SERENITA' PRIMA DI TUTTO E UN PENSIERO A CHI NON PUO' ESSERE SERENO PER CAUSA DI CHI CONFONDE LA LIBERTA' E LA DEMOCRAZIA CON LA VIOLENZA E LA FEROCIA VERSO I DEBOLI, I DIVERSI, GLI ALTRIMENTI ABILI!
BUONA PASQUA!!