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SENTENZE DI GENOVA:
la risposta di noi comuni mortali che nulla possiamo se non coltivare la memoria
MAI DIMENTICARE! CHE SIA DI MONITO.
QUI SOTTO POTETE LEGGERE L'INTERVISTA ORMAI STORICA CHE PLACANICA RILASCIO' A SUO TEMPO AL QUOTIDIANO "LA CALABRIA" , INTERVISTA CHE NON HA AVUTO LA GIUSTA DIFFUSIONE.
per l'intervista completa clicca qui
http://www.uonna.it/Placanica-g8-2001-non-uccisi-carlo.htm
per spegnere la musica di sottofondo clicca sul player tondo in alto a dx
Fonte: http://www.carta.org
.......omissis
........omissis.......
....omissis......
........omissis...
PER LEGGERE TUTTO CLICCA QUI'

rapinato all'amico Maurizio, che incautamente mi ha avvisato di questa meraviglia pubblicata da lui sul suo sito www.europadeipopoli.org
qualcuno mi saprebbe dire che cosa è cambiato dal tempo de "La corte dei Miracoli", dei Gang (combat folk rock fine anni '80), dal tempo di questa lirica struggente di Pierangelo Bertoli, ai nostri giorni??
Italia d'oro
Bertoli - Negri
(1992)
Racconteranno che adesso è più facile
che la giustizia si rafforzerà
che la ragione è servire il più forte
e un calcio in culo all'umanità
Ditemi ora se tutto è mutevole
se il criminale fu chi assassinò
poi l'interesse così prepotente che conta solo chi più sterminò
Romba il potere che detta le regole
cade la voce della libertà
mentre sui conti dei lupi economici
non resta il sangue di chi pagherà
Italia d'oro frutto del lavoro cinta dall'alloro
trovati una scusa tu se lo puoi
Italia nera sotto la bandiera vecchia vivandiera te ne sbatti di noi
mangiati quel che vuoi fin quando lo potrai
tanto non paghi mai
Tutto si perde in un suono di missili
mentre altri spari risuonano già
sopra alle strade viaggiate dai deboli
la nostra guerra non si spegnerà
E torneranno a parlarci di lacrime dei risultati della povertà
delle tangenti e dei boss tutti liberi
di un'altra bomba scoppiata in città
Spero soltanto di stare tra gli uomini
che l'ignoranza non la spunterà
che smetteremo di essere complici
che cambieremo chi deciderà
Italia d'oro frutto del lavoro cinta dall'alloro
trovati una scusa tu se lo puoi
Italia nera sotto la bandiera vecchia vivandiera te ne sbatti di noi
mangiati quel che vuoi fin quando lo potrai
tanto non paghi mai
Fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta
dell'elmo di Scipio s'è cinta la testa
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ebbene si..... mi rivolgo a voi! Se come me vi sentite un rottame umano, traditi da chi NON PENSAVA A NOI, MA SOLO AI SUOI GIOCHINI, ma sotto sotto anche se ci stiamo leccando le ferite infertaci non dal nemico ma dall'amico (sto fijo de na ballerina!), ci vogliamo credere ancora...... insomma se come me vi sentite ANARCHICI, NEGRI, EBREI, COMMUNISTI, SPARVIERI, TOSTI COMBATTENTI E BARRICADERI INCALLITI, NONCHE' INCAZZATI NERI NERI (volevo dire rossi rossi, ma non rende bene), rientrate nell'atmosfera, beccatevi e godetevi sto pezzuccio di quando tutto era quasi stato messo a posto! CHIUDETE GLI OCCHIUCCI, E SOGNATE, SOGNATE, SOGNATE............
A ME MI DA LA CARICA.... MI FA SENTIRE VIVA E PATURNIOSA...E A VOI????
MAGICI, IMPERDIBILI, INTRAMONTABILI GANG!!!!
QUESTA E' UNA CHICCA D'EPOCA, MA ADESSO SO PURE MEJO! PAROLA DER PASSATORE, ANZI DELLA PASSATRICE, AVRETE CAPITO CHE SONO FEMMINUCCIA NO??????
Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.
Sul sito della Brigata Lolli ho trovato queste parole che mi hanno colpito duro al cuore! Ho provato sensazioni ignobilmente commoventi per un re della strada e mi è spuntata qualche lacrimuccia! Si chiama nostalgia o vecchiaia????Forse si chiama: "aiuto....voglio scendere da questo schifo che mi circonda!!!"
Crolla il mondo non appena ci voltiamo.
Abbiamo paura di strade nuove e cerchiamo noi stessi in un'ombra sempre più inquietante. Siamo stanchi, provati, ma siamo sempre qui.
Perche' una canzone, perche' Bielle?
Perche' in una chitarra, nelle "nostre" note,
nei versi che naufragano nel cuore e si addormentano nel cervello
possiamo ancora riuscire a dare un volto ai nostri sogni.
E Bielle vuol dire musica, ma vuol dire soprattutto resistenza.
Resistenza ad una società che non vogliamo accettare,
in cui non ci riconosciamo,
che viene cantata e raccontata da tantissime voci semi nascoste,
deboli e oscurate, ma pronte a graffiare ancora, nonostante tutto.
Claudio, e come lui tanti altri, ci aiuta a sopravvivere
in un mondo che ostacola tutto ciò che non è capitale o guerra.
Questo spazio e' per le loro voci e le nostre parole. Portiamo avanti questa stella con la speranza che la scia possa arrivare lontano. Lontano da qui, fra le nuvole e il sole,
fra le braccia di Utopia
Dal Passatore: grazie a Claudio Lolli
Per ricordare il 1° Maggio:
che non è solo un concerto, non è solo una scampagnata con fave e pecorino, ma è la memoria storica dei soprusi e del sangue versato contro le forze reazionarie che hanno sempre ostacolato il progresso con tutti i mezzi: omicidi, stragi, violenze private e collettive, e altro, fermiamoci quì! PORTELLA DELLA GINESTRA rimane il simbolo della barbarie dei detentori del potere contro i lavoratori che si risvegliavano! Ma quest'anno voglio dedicare il 1° Maggio ad un compagno lavoratore di cui i più giovani non avranno memoria!
Era un ferroviere, un lavoratore! UN ANARCHICO MORTO INNNOCENTE COME INNOCENTI ERANO SACCO E VANZETTI E TUTTI GLI ANARCHICI CHE HAN SEMPRE BASTONATO, IN QUANTO NON COLLUSI CON ALCUNA FORZA DI POTERE PALESE E OCCULTO!
anche questa poesia è dedicata sempre all'anarchico Giuseppe Pinelli dal poeta RICCARDO MANNERINI
Un ferroviere era quel tale
che per morire scelse Natale.
Da una finestra entrò nella storia
che parla di fame, non certo di gloria.
Aveva due figlie, un'idea, un mestiere
credeva nel dire e non nel tacere,
per essere pulito di dentro e di fuori
rischiava la vita fra i locomotori.
Agganciava carrozze agganciava vagoni
sognava da sveglio dei tempi più buoni
ma quando la sorte è puntigliosa
arriva la morte in forma curiosa
che gli procura, umano aeroplano
un volo notturno da un quarto piano
e lo riduce in quattro e quattr'otto
in un mucchio di cenci, di ossa un fagotto.
Pino Pinelli era quel tale che per morire scelse Natale,
da una finestra entrò nella storia
che parla di infamia non certo di gloria
all'alba non muore soltanto la notte,
muore anche l'uomo e il suo divenire,
e il sangue caldo che bagna il selciato
è un discorso appena iniziato.
Passati stupori e costernazioni nascono voci,
si fanno illazioni, si cercano insomma astratte
scuse come il poeta cerca le Muse
Ma il morto rimane, col sangue fra i denti
non l'hanno ammazzato i suoi respingenti.
Un po' di cordoglio, la stampa è vicina,
e il ferroviere va al posto di Mina,
mentre si scrive in ferrovia:
Il manovratore è andato via.
Per creare un vuoto nel mondo operaio,
non serve neppure ammazzarne un migliaio:
Basta un dramma, il mistero, l'inchiesta,
segue chi piange, chi urla, protesta,
Pino Pinelli era quel tale che per morire scelse Natale.
Da una finestra entrò nella storia,
che parla di fame, non certo di gloria.
Si cerca il tritolo, la droga , le donne,
e mentre si fruga, si cerca, si indaga,
ti salta fuori la busta paga,
che ti dimostra in maniera evidente
che chi lavora incassa un bel niente.
All'alba non muore soltanto la notte,
muore anche l'uomo e il suo divenire,
e il sangue caldo che bagna il selciato
è un discorso appena iniziato.
OGGI L'ANARCHICO GIUSEPPE PINELLI RIPOSA A CARRARA NEL CIMITERO DI TURIGLIANO.
Le sue spoglie furono qua accolte, dai suoi compagni, a seguito dello sfratto dato alle sue spoglie dalla giunta socialista della Milano di Craxi, Pillitteri ed Aniasi.
vi invito a leggere di questo altro eccidio dimenticato, L'ECCIDIO DI PIETRANSIERI, avvenuto in Abbruzzo, con una tale efferatezza che è difficile crederlo! e ancora oggi ci si deve battere per diffonderne E DIFENDERNE LA MEMORIA.