



















































GIUSTIZIA L'E' MORTA, VIVA LA GIUSTIZIA
Apprezzo molto la solerzia e i toni da apocalisse che in questi giorni stanno tenendo le menti degli italiani impegnatissimi, nel mentre che i caimani se fanno i cazzi loro, a decidere sui tubi da staccare; posso capire l'amore per l'uomo, fratello in Cristo, figlio del padre di tutti tutti noi, che spinge il porporato a pesanti ingerenze nella vita dei cittadini di uno stato sovrano (e si, purtroppo la costituzione ci ha definiti liberi cittadini di uno stato sovrano); d'altra parte siamo vicini vicini, i nostri stati confinano, e forse per questo le gerarchie vaticanensi ci prediligono per il loro apostolato in terra! Pero, però, però.................ma quelli massacrati a Bolzaneto e a Genova non sono pure loro nostri fratelli in Cristo??? O forse dentro le sante mura der vaticano gli echi di queste faccenduole marginali non arrivano, tanto per non turbare la pace dei chiostri, in cui immagino tutti i porporati e le loro corti, prostrati davanti agli altari; per chiedere perdono a nostro signore dei peccati che si consumano in terra!
Ovviamente i nostri! Una parolina sulle ingiustizie e la violenza contro donne e anziani, perfino appartenenti ad una Parrocchia romana, pericolosi sovversivi armati fino ai denti, tipo tartarughe Ninja? DUE PESI E DUE MISURE, come siete soliti fare da che mondo è mondo! Vicino allo zar Nicola II° c'era il Pope, tanto per dichiarare, per esempio, l' avversità della chiesa alle anime morte E CONTESTUALMENTE LA SOLIDARIETA' CON GLI AGUZZINI DEI MISERABILI!
Il Cardinal Romero invece fu ammazzato sull'altare, perchè aveva preso sul serio il suo apostolato in terra e il messaggio evangelico di un tal di nome Gesu' Cristo.
Eminenza, se lo ricorda??? Che personaggio scomodo, se l'è proprio cercata! Come tutti quelli che nel corso dei secoli si sono messi in testa di criticare la cattiveria e la malvagità di chi stà seduto in cima alla piramide e si nutre del sangue e della fatica di chi sta sotto!
le parole sulla copertina di Liberazione furono scritte da Panagulis nel Marzo 1972, Carcere di Boiati, Grecia dei Colonneli - in isolamento dopo una feroce bastonatura
Adesso finalmente potremmo dire di essere sulla strada dei Colonnelli Greci, del regime di Pinochet e di tutti quei regimi reazionari e sanguinari che impiastrano di sangue e di ingiustizia la faccia della terra! Però siamo tanto buoni, specialmente la Domenica, quando vagonate di famigliole si inginocchiano tutti insieme sui banchi delle Chiese, ascoltano distrattamente le parole inutili, convenzionali, distratte del rappresentante di turno, si scambiano il segno della pace............assurdo, magari con quello che ti fa lo sgambetto (e a cui tu lo vuoi fare) e ti colpisce alle spalle (in tasca nascondi un bal martello per colpirlo tu per primo) appena fuori dal sagrato!.....L'importante è mantenere le apparenze e la facciata...e la società è salva!
Eminenza, mi aspetterei da Lei e dai Suoi colleghi in Cristo, almeno una parola di sdegno e di solidarietà con le vittime fatte vittime una seconda volta, ma temo che a forza di aspettare mi cresca la barba di Matusalemme! Quindi non aspetto, perchè la mia estetista, già adesso, per togliermi due peluzzi mi costa una bella sommetta! Figuriamoci se mi dovesse liberare da un barbone tipo quello teste' descritto!
E comunquemente e peccaminosamente, vi auguro buon lavoro e speriamo che il vostro donatore di lavoro, il vostro principale insomma, non si accorga degli errori e delle scelleratezze che si commettono in suo nome all'interno di questa azienda! Altrimenti nessuno vi potrebbe salvare dal licenziamento in tronco e soprattutto dovreste mettervi a lavurer! Coraggio, ci sono sempre i PRETI COME ALEX ZANOTELLI, che magari vi potrebbero trovare un posticino in qualche avamposto di frontiera nelle lande sperdute dell'Africa nera, in mezzo ai reietti e ai dimenticati, che poi sarebbe il posto di eccellenza per i rappresentanti di Cristo in terra; lui, Alex, abitualmente ci vive e sicuramente ci vivrebbe anche il figlio del vostro principale che volle nascere in una mangiatoia! Sapete perchè? Forse per far capire a chi non vuole intendere che la vita tra gli agi e i lussi e le Limousines, è roba da peccatori, ladri, sfruttatori, caimani, persecutori e assassini, non da rappresentanti del suo messaggio evangelico che recita: "gli uomini sono tutti uguali.................dar da bere agli assetati....... ama il prossimo tuo....... quello che farai a un tuo fratello è come se lo avessi fatto a me........ "
MAI DIMENTICARE
SENTENZE DI GENOVA:
la risposta di noi comuni mortali che nulla possiamo se non coltivare la memoria
MAI DIMENTICARE! CHE SIA DI MONITO.
QUI SOTTO POTETE LEGGERE L'INTERVISTA ORMAI STORICA CHE PLACANICA RILASCIO' A SUO TEMPO AL QUOTIDIANO "LA CALABRIA" , INTERVISTA CHE NON HA AVUTO LA GIUSTA DIFFUSIONE.
per l'intervista completa clicca qui
http://www.uonna.it/Placanica-g8-2001-non-uccisi-carlo.htm
per spegnere la musica di sottofondo clicca sul player tondo in alto a dx
Fonte: http://www.carta.org
.......omissis
........omissis.......
....omissis......
........omissis...
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il 29/11/2006 scrissi questo post
oggi 1/7/2008 scrivo su una novita' editoriale: "Manuale per gli scemi: come schiattare senza far soffrire il padrone!" - Puzzoni Riuniti editrice - collana: Cornuti e mazziati.
L'oleificio umbro vuole 35 milioni dai parenti di 4 operai
"L'incidente è stato causato dalla loro imperizia"
Un'immagine dell'incendio nell'oleificio
CLICCA E CONTINUA A LEGGERE
intanto .... su un'altro fronte.....
Quasi 13 milioni di euro offerti dalla multinazionale ai parenti dei 7 operai morti
Una scelta tormentata: "Lo abbiamo fatto pensando al futuro dei nostri bambini"
L'ingresso dello stabilimento a Torino - CONTINUA A LEGGERE

01. Fermiamoli
02. Giorni
03. Colpevole di ghetto
04. Prima della guerra
05. Comandante
06. Kowalsky
07. Sesto San Giovanni
08. Paz
09. I fought the law
10. Buonanotte ai viaggiatori
DISCO 2
01. Intro
02. Socialdemocrazia
03. Fino alla fine
04. La corte dei miracoli
05. Dante Di Nanni
06. Non è di maggio
07. Johnny lo zingaro
08. Se mi guardi, vedi
09. La pianura dei 7 fratelli
10. Le radici e le ali
11. Oltre
12. Il Bandito Trovarelli
Questo doppio live narra del tempo in cui i F.lli Severini avevano ricominciato a correre, liberi dalle catene dei Padroni della Musica e con una nuova Banda si aprivano con forza una via di fuga sparando all'impazzata canzoni fatte di sale e miele. Come Banditi senza Tempo sulle strade del Ritorno! Verso Casa!
Bella è questa esperienza, quella di un Incontro fra le canzoni che uscivano dal palco così come sono proposte su questi due cd. Canzoni che fanno entrare dall'altra parte per vedere e sentire meglio e di più, per vedere e sentire col cuore. Un istante che è stato e resta Incontro e Condivisione!
Perché noi non abbiamo il Tempo, siamo in grado di possedere solo l'istante che è sempre Incontro.....è questa l'Eternità cui abbiamo accesso, come scrive François Cheng.
Questo album è stampato in edizione limitata in 1000 copie e, per ora, è disponibile solo richiedendolo tramite il sito www.the-gang.it (al prezzo di 15 euro, spese di spedizione incluse) dove è anche possibile ascoltare una anteprima, oppure acquistandolo
Bush al Times: " avrei potuto usare dei toni meno guerrafondai!"
Ah Bushe! Pure se usavi i toni meno guerrafondai, nun è che i risultati cambiavano! Guarda 'n pò quà sotto: nun me pare che se tratta de toni de voce! Comunque...benvenuto in Italia, i vassalli degli U.S.A. te stanno già a srotolà er tappeto rosso!
e comunque a domani la seconda puntata con altre immagini
solo per i più coraggiosi

La mattina del 28 maggio 1974 una bomba esplode sotto i portici di piazza della Loggia a Brescia, mentre è in corso una manifestazione antifascista indetta dai sindacati e dal Comitato antifascista. L’attentato rivendicato da Ordine Nero, provoca otto morti e più di novanta feriti. L'ordigno era stato posto in un cestino portarifiuti e fatto esplodere con un congegno elettronico a distanza. Due istruttorie si susseguono negli anni: la prima porta a processo, nel 1979, diversi esponenti della destra radicale bresciana. In secondo grado, nel 1982, la sentenza di condanna viene annullata. L’assoluzione definitiva per tutti gli imputati arriva con la Cassazione nel 1985. La seconda istruttoria indica come imputati altri esponenti dell’estrema destra fra cui Mario Tuti. Anch’essi saranno prosciolti per insufficienza di prove (1989). Il fascicolo di una terza istruttoria è tuttora pendente presso la Procura di Brescia
È il 28 maggio 1976. L'Italia è percorsa in lungo e largo dai molti comizi elettorali che precedono le imminenti elezioni politiche fissate per il successivo 20 giugno. A Sezze Romano, cittadina in provincia di Latina, è previsto il comizio di Sandro Saccucci, importante esponente del Movimento Sociale Italiano. Ex paracadutista e sospettato di aver partecipato al tentato golpe orchestrato nel dicembre del 1970 dal principe Junio Valerio Borghese con l'aiuto di settori «deviati» di istituzioni e servizi segreti, il Saccucci giunge nel centro pontino con un manipolo di fedelissimi. La scelta della città è quanto mai provocatoria: Sezze è un centro tradizionalmente antifascista. L'adunata è prevista per il tardo pomeriggio e attorno alle 19,30 un corteo di sette o otto auto entra in paese. A bordo degli automezzi, tra gli altri, vi sono fascisti di dichiarata fede come: Pietro Allatta, suo figlio Benito e sua sorella Palma; Ida Veglianti, Mauro Camalieri, Sandro Grasselli, Massimo Gabrielli e un certo Russini, tutti provenienti da Aprilia; Filippo Alviti di Bassiano; Spagnolo e Mangani di Latina; il segretario locale della Cisnal Del Piano; Alessandro Petrianni, Virgilio Grassocci e Antonio Contento di Sezze; Calogero Aronica e Salvatore Trimarchi del Portuense; Gabliele Pirone, segretario della sezione missina della Magliana, Roma. Il manipolo si reca in piazza IV Novembre, luogo per il previsto raduno. Dal palco su cui sale Saccucci, vi sono molti camerati armati di bastoni e pistole. Le forze di polizia presenti non sembrano molto interessate e rimangono in disparte. La tensione è alta: i fascisti vogliono provocatoriamente portare avanti il comizio nonostante si trovino in netta minoranza. Ad un certo punto Saccucci dice: «Noi siamo un partito delle mani pulite!» e quando la piazza risponde con bordate di fischi e canti inneggianti il comunismo, l'ex parà, innervosito, aggiunge: «Non volete sentirmi con le buone, mi sentirete con queste» ed inizia a sparare. Saccucci si sarebbe poi dato alla fuga dirigendosi con il corteo delle altre auto fuori dal paese esplodendo numerosi colpi. Quando il seguito delle macchine giunge nella zona detta del «Ferro di cavallo», un proiettile, esploso da una «mano» che fuoriesce dall'auto di Saccucci, colpisce alla gamba sinistra il giovane Antonio Spirito, studente-lavoratore militante di Lotta continua. Un altro colpo centra quasi contemporaneamente Luigi Di Rosa. Il ragazzo morirà in ospedale dopo circa due ore di agonia. In realtà, come le indagini balistiche condotte dalla polizia scientifica dimostreranno, Luigi viene investito da due diverse pallottole: la prima, dello stesso calibro di quella che aveva colpito in precedenza Antonio Spirito, gli ferisce la mano; una seconda, di diverso calibro e quindi presumibilmente esplosa da una mano diversa, centrerà Luigi nella zona del basso ventre, causandone la ferita mortale. Di Rosa, padre muratore e madre casalinga, aveva ventuno anni e frequentava l'ultimo anno di un istituto tecnico di Latina. Era un militante, come suo padre, del Pci ed era iscritto alla Fgci.
IMPASTATO PEPPINO
la mafia l'ha ucciso - l'indifferenza ne ha oltraggiato la memoria!
9 MAGGIO 1978 - 9 MAGGIO 2008
in piazza contro la mafia
Appello per una Manifestazione nazionale contro la mafia in occasione del Forum sociale antimafia 2008 a 30 anni dall’assassinio di Peppino Impastato.
informazioni, adesioni e contatti:
Associazione Peppino Impastato-Casa Memoria
email:giovannimapstato@gmail.com