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SENTENZE DI GENOVA:
la risposta di noi comuni mortali che nulla possiamo se non coltivare la memoria
MAI DIMENTICARE! CHE SIA DI MONITO.
QUI SOTTO POTETE LEGGERE L'INTERVISTA ORMAI STORICA CHE PLACANICA RILASCIO' A SUO TEMPO AL QUOTIDIANO "LA CALABRIA" , INTERVISTA CHE NON HA AVUTO LA GIUSTA DIFFUSIONE.
per l'intervista completa clicca qui
http://www.uonna.it/Placanica-g8-2001-non-uccisi-carlo.htm
per spegnere la musica di sottofondo clicca sul player tondo in alto a dx
Fonte: http://www.carta.org
.......omissis
........omissis.......
....omissis......
........omissis...
PER LEGGERE TUTTO CLICCA QUI'
il 29/11/2006 scrissi questo post
oggi 1/7/2008 scrivo su una novita' editoriale: "Manuale per gli scemi: come schiattare senza far soffrire il padrone!" - Puzzoni Riuniti editrice - collana: Cornuti e mazziati.
L'oleificio umbro vuole 35 milioni dai parenti di 4 operai
"L'incidente è stato causato dalla loro imperizia"
Un'immagine dell'incendio nell'oleificio
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intanto .... su un'altro fronte.....
Quasi 13 milioni di euro offerti dalla multinazionale ai parenti dei 7 operai morti
Una scelta tormentata: "Lo abbiamo fatto pensando al futuro dei nostri bambini"
L'ingresso dello stabilimento a Torino - CONTINUA A LEGGERE



Oggi questo blog è in doveroso lutto. La cerimonia funebre dei 10 lavoratori morti ieri, in Italia, un paese europeo che si spaccia per paese civile, la celebro con questo video crudo ma vero: se volete partecipare al dolore di altre famiglie, che ieri si sono aggiunte a quelle già colpite e già dimenticate, osservate in silenzio e meditiamo tutti insieme sulla nostra vita che non vale nulla per i predoni economici.
si ringraziano Mariella Nava e l'ANMIL per la concessione
dal 1° Gennaio 2008
470 morti
470838 infortuni
11770 invalidi
questo video è crudo; mostra il vero volto della corrida: però sarebbe importante guardarlo, ma io stessa non ci sono riuscita.
AGGIORNAMENTO DALLA COLOMBIA!
Il Sindaco di Zapatoca, Octavio Gutiérrez Rueda, ha firmato un Accordo storico, presentato dal Consigliere tecnico Reynaldo Díaz Rueda, recante la dichiarazione che Zapatoca è una città anti-taurina e contro i combattimenti dei galli. Le arene attualmente esistenti, saranno riconvertite ed utilizzate per eventi in cui viene celebrata la vita. L’ultima corrida si era svolta nel Gennaio 2007. Nel corso del 2008 non è stato permesso nessun combattimento.
La mattina del 28 maggio 1974 una bomba esplode sotto i portici di piazza della Loggia a Brescia, mentre è in corso una manifestazione antifascista indetta dai sindacati e dal Comitato antifascista. L’attentato rivendicato da Ordine Nero, provoca otto morti e più di novanta feriti. L'ordigno era stato posto in un cestino portarifiuti e fatto esplodere con un congegno elettronico a distanza. Due istruttorie si susseguono negli anni: la prima porta a processo, nel 1979, diversi esponenti della destra radicale bresciana. In secondo grado, nel 1982, la sentenza di condanna viene annullata. L’assoluzione definitiva per tutti gli imputati arriva con la Cassazione nel 1985. La seconda istruttoria indica come imputati altri esponenti dell’estrema destra fra cui Mario Tuti. Anch’essi saranno prosciolti per insufficienza di prove (1989). Il fascicolo di una terza istruttoria è tuttora pendente presso la Procura di Brescia
È il 28 maggio 1976. L'Italia è percorsa in lungo e largo dai molti comizi elettorali che precedono le imminenti elezioni politiche fissate per il successivo 20 giugno. A Sezze Romano, cittadina in provincia di Latina, è previsto il comizio di Sandro Saccucci, importante esponente del Movimento Sociale Italiano. Ex paracadutista e sospettato di aver partecipato al tentato golpe orchestrato nel dicembre del 1970 dal principe Junio Valerio Borghese con l'aiuto di settori «deviati» di istituzioni e servizi segreti, il Saccucci giunge nel centro pontino con un manipolo di fedelissimi. La scelta della città è quanto mai provocatoria: Sezze è un centro tradizionalmente antifascista. L'adunata è prevista per il tardo pomeriggio e attorno alle 19,30 un corteo di sette o otto auto entra in paese. A bordo degli automezzi, tra gli altri, vi sono fascisti di dichiarata fede come: Pietro Allatta, suo figlio Benito e sua sorella Palma; Ida Veglianti, Mauro Camalieri, Sandro Grasselli, Massimo Gabrielli e un certo Russini, tutti provenienti da Aprilia; Filippo Alviti di Bassiano; Spagnolo e Mangani di Latina; il segretario locale della Cisnal Del Piano; Alessandro Petrianni, Virgilio Grassocci e Antonio Contento di Sezze; Calogero Aronica e Salvatore Trimarchi del Portuense; Gabliele Pirone, segretario della sezione missina della Magliana, Roma. Il manipolo si reca in piazza IV Novembre, luogo per il previsto raduno. Dal palco su cui sale Saccucci, vi sono molti camerati armati di bastoni e pistole. Le forze di polizia presenti non sembrano molto interessate e rimangono in disparte. La tensione è alta: i fascisti vogliono provocatoriamente portare avanti il comizio nonostante si trovino in netta minoranza. Ad un certo punto Saccucci dice: «Noi siamo un partito delle mani pulite!» e quando la piazza risponde con bordate di fischi e canti inneggianti il comunismo, l'ex parà, innervosito, aggiunge: «Non volete sentirmi con le buone, mi sentirete con queste» ed inizia a sparare. Saccucci si sarebbe poi dato alla fuga dirigendosi con il corteo delle altre auto fuori dal paese esplodendo numerosi colpi. Quando il seguito delle macchine giunge nella zona detta del «Ferro di cavallo», un proiettile, esploso da una «mano» che fuoriesce dall'auto di Saccucci, colpisce alla gamba sinistra il giovane Antonio Spirito, studente-lavoratore militante di Lotta continua. Un altro colpo centra quasi contemporaneamente Luigi Di Rosa. Il ragazzo morirà in ospedale dopo circa due ore di agonia. In realtà, come le indagini balistiche condotte dalla polizia scientifica dimostreranno, Luigi viene investito da due diverse pallottole: la prima, dello stesso calibro di quella che aveva colpito in precedenza Antonio Spirito, gli ferisce la mano; una seconda, di diverso calibro e quindi presumibilmente esplosa da una mano diversa, centrerà Luigi nella zona del basso ventre, causandone la ferita mortale. Di Rosa, padre muratore e madre casalinga, aveva ventuno anni e frequentava l'ultimo anno di un istituto tecnico di Latina. Era un militante, come suo padre, del Pci ed era iscritto alla Fgci.
IMPASTATO PEPPINO
la mafia l'ha ucciso - l'indifferenza ne ha oltraggiato la memoria!
9 MAGGIO 1978 - 9 MAGGIO 2008
in piazza contro la mafia
Appello per una Manifestazione nazionale contro la mafia in occasione del Forum sociale antimafia 2008 a 30 anni dall’assassinio di Peppino Impastato.
informazioni, adesioni e contatti:
Associazione Peppino Impastato-Casa Memoria
email:giovannimapstato@gmail.com
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El pasador, che sta' conducendo una battaglia privata contro il suo "padrone", oggi ha il dentuccio avvelenato! Perciò beccateve sta chicca senza i miei commenti, rischierei la galera!
![]() Thyssen fa firmare la rinuncia ai processi
Dopo il rogo che ha ucciso sette operai, gli altri lavoratori indotti a non costituirsi parte civile con un verbale incomprensibile. La denuncia della Fiom
Antonio Sciotto - Il Manifesto del 9/4/20089
I lavoratori dovrebbero sempre capire e controllare le carte che firmano, soprattutto quando a metterle sul tavolo è la loro azienda: se poi parliamo della Thyssenkrupp le cautele si devono almeno raddoppiare, e lo conferma un verbale di conciliazione che in questi giorni il gruppo tedesco st |