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ebbene si..... mi rivolgo a voi! Se come me vi sentite un rottame umano, traditi da chi NON PENSAVA A NOI, MA SOLO AI SUOI GIOCHINI, ma sotto sotto anche se ci stiamo leccando le ferite infertaci non dal nemico ma dall'amico (sto fijo de na ballerina!), ci vogliamo credere ancora...... insomma se come me vi sentite ANARCHICI, NEGRI, EBREI, COMMUNISTI, SPARVIERI, TOSTI COMBATTENTI E BARRICADERI INCALLITI, NONCHE' INCAZZATI NERI NERI (volevo dire rossi rossi, ma non rende bene), rientrate nell'atmosfera, beccatevi e godetevi sto pezzuccio di quando tutto era quasi stato messo a posto! CHIUDETE GLI OCCHIUCCI, E SOGNATE, SOGNATE, SOGNATE............
A ME MI DA LA CARICA.... MI FA SENTIRE VIVA E PATURNIOSA...E A VOI????
MAGICI, IMPERDIBILI, INTRAMONTABILI GANG!!!!
QUESTA E' UNA CHICCA D'EPOCA, MA ADESSO SO PURE MEJO! PAROLA DER PASSATORE, ANZI DELLA PASSATRICE, AVRETE CAPITO CHE SONO FEMMINUCCIA NO??????
Francesco Guccini:
Piazza Alimonda - "Ritratti"
edizioni Emi Music
Publishing Italia s.r.l./L'Alternativa S.r.L. - Marzo 2004
Genova, schiacciata sul mare, sembra cercare
respiro al largo, verso l'orizzonte.
Genova, repubblicana di cuore, vento di sale,d'anima forte.
Genova che si perde in centro nei labirintici vecchi carrugi,
parole antiche e nuove sparate a colpi come da archibugi.
Genova, quella giornata di luglio, d'un caldo torrido
d'Africa nera.
Sfera di sole a piombo, rombo di gente, tesa atmosfera.
Nera o blu l'uniforme, precisi gli ordini, sudore e rabbia;
facce e scudi da Opliti, l'odio di dentro come una scabbia.
Ma poco più lontano, un pensionato ed un vecchio cane
guardavano un aeroplano che lento andava macchiando il mare;
una voce spezzava l'urlare estatico dei bambini.
Panni distesi al sole, come una beffa, dentro ai giardini.
Uscir di casa a vent'anni è quasi un obbligo, quasi un dovere,
piacere d'incontri a grappoli, ideali identici, essere e avere,
la grande folla chiama, canti e colori, grida ed avanza,
sfida il sole implacabile, quasi incredibile passo di danza.
Genova chiusa da sbarre, Genova soffre come in prigione.
Genova marcata a vista attende un soffio di liberazione.
Dentro gli uffici uomini freddi discutono la strategia
e uomini caldi esplodono un colpo secco, morte e follia.
Si rompe il tempo e l'attimo, per un istante, resta sospeso,
appeso al buio e al niente, poi l'assurdo video ritorna acceso;
marionette si muovono, cercando alibi per quelle vite
dissipate e disperse nell'aspro odore della cordite.
Genova non sa ancora niente, lenta agonizza, fuoco e rumore,
ma come quella vita giovane spenta, Genova muore.
Per quanti giorni l'odio colpirà ancora a mani piene.
Genova risponde al porto con l'urlo alto delle sirene.
Poi tutto ricomincia come ogni giorno e chi ha la ragione,
dico nobili uomini, danno implacabile giustificazione,
come se ci fosse un modo, uno soltanto, per riportare
una vita troncata, tutta una vita da immaginare.
Resta, amara e indelebile, la traccia aperta di una ferita.
Genova non ha scordato perché è difficile dimenticare,
c'è traffico, mare e accento danzante e vicoli da camminare.
La Lanterna impassibile guarda da secoli gli scogli e l'onda.
Ritorna come sempre, quasi normale, piazza Alimonda.
La "salvia splèndens" luccica, copre un'aiuola triangolare,
viaggia il traffico solito scorrendo rapido e regolare.
Dal bar caffè e grappini, verde un'edicola vende la vita.
CHE ABBIA VOCE O NO, IL POPOLO PUO' ESSERE SEMPRE PORTATO AL VOLERE DEI CAPI. E' FACILE. TUTTO QUELLO CHE DOVETE FARE E' DIRE CHE SIETE ATTACCATI, DENUNCIARE I PACIFISTI PER MANCANZA DI PATRIOTTISMO, IN QUANTO ESPONGONO IL PAESE AL PERICOLO. FUNZIONA ALLO STESSO MODO IN TUTTI I PAESI.
HERMAN GOERING - CAPO DELLE SS TEDESCHE
AL PROCESSO DI NORIMBERGA