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SENTENZE DI GENOVA:
la risposta di noi comuni mortali che nulla possiamo se non coltivare la memoria
MAI DIMENTICARE! CHE SIA DI MONITO.
QUI SOTTO POTETE LEGGERE L'INTERVISTA ORMAI STORICA CHE PLACANICA RILASCIO' A SUO TEMPO AL QUOTIDIANO "LA CALABRIA" , INTERVISTA CHE NON HA AVUTO LA GIUSTA DIFFUSIONE.
per l'intervista completa clicca qui
http://www.uonna.it/Placanica-g8-2001-non-uccisi-carlo.htm
per spegnere la musica di sottofondo clicca sul player tondo in alto a dx
Fonte: http://www.carta.org
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In Piazza Navona alle ore 17,30, la situazione era quella del bicchiere mezzo vuoto/mezzo pieno! Alle 18,30 la piazza tracimava! La nota felice: uomini e donne di tutte le età, moltissimi giovani, molti non romani, molti anziani, alcuni vecchi ma fieri partigiani con il distintivo e le bandiere. Moltissimi cittadini con cagnolini e cagnoloni al seguito, qualche battuta simpaticamente allegra a tale proposito.
Mattia Stella, senza indugio, alle 18,00 in punto ha preso il microfono e lo ha lasciato in mani eccellenti: Furio Colombo, D’Arcais, Moni Ovadia, Rita Borsellino (telefonicamente) argomentazioni concrete, linguaggio veemente, ma compito, senza mezzi toni nè mezze verità, dritto al cuore delle questioni, niente peli sulla lingua, ma nulla da eccepire, nulla che possa far suppore provocazioni volute o sfuggite, nulla che consenta all’avversario un qualsivoglia appiglio!
L’arrivo di Di Pietro ha scatenato il finimondo, applausi a scena aperta, senza soste; il linguaggio essenziale e comprensibile del politico battagliero, definito da un istrione male informato “senza laurea” e da altri parolaio da osteria, ha colpito dritto al cuore e alla mente, la sua passione e la sua rabbia hanno fatto centro, hanno costretto la piazza ad osannarlo, reduce comunque da simpatici intrattenimenti nelle vicinanze della gelateria, con i suoi simpatizzanti!
questo è il link per vederlo ed ascoltarlo:
http://tv.repubblica.it/copertina/no-cav-day-di-pietro/21998?video
Rita Borsellino non ha risparmiato niente e nessuno, il suo eloquio ha impegnato gli astanti in meditazioni profonde, ma gli applausi alla appassionata rappresentazione delle miserie della Sicilia e dell’Italia provenivano tutti da una emozione collettiva e solidale.
L’arrivo sul palco di Marco Travaglio ha scatenato l’entusiasmo tipico della folla che attende il vate! Ma poco prima un Camilleri in forma smagliante, ha deliziato le orecchie e le anime con cinque perle di colta ironia, costringendo la moltitudine di ascoltatori a risate incontenibili, anche se in una realtà così deprecabile e minacciosa per la democrazia e il futuro,c’è ben poco da ridere!
COMUNQUEMENTE GUSTATEVI CAMILLERI E LE SUE CINQUE PERLE!
http://tv.repubblica.it/copertina/no-cav-day-camilleri/22000?video
Gli organizzatori non si aspettavano sicuramente tanta folla, e tantomeno se l’aspettavano i denigratori, quelli che nei giorni precedenti ci hanno deriso nell’ascoltare la nostra intenzione di andare!
Se l’aspettava però la Questura, dato che lo schieramento delle forze dell’ordine era davvero imponente!
Peccato il finale, su cui preferisco non pronunciarmi, in quanto sono stata colta di sorpresa: devo metabolizzare con la mia testa. Chiedo scusa, ma la mia cronaca non ha spazio nè per le polemiche, nè per l’approvazione!
Ho visto un Di Pietro e un Furio Colombo profondamente contrariati forse perchè consapevoli del danno arrecato prestando il fianco alle forze avverse e non solo, in maniera autolesionista, purtroppo abituale per la sinistra e per gli schieramenti collegati! Leoluca Orlando e Dalla Chiesa hanno lasciato la Piazza piuttosto scuri in volto! Altri lo hanno fatto, ma quello che non ho potuto verificare di persona, da una posizione di semplice cittadino astante e non cronista o reporter fornito di pass, non lo relaziono, non è farina del mio sacco avendolo letto sui quotidiani accreditati!
Insomma, ancora una volta qualcuno istrione incallito, ha provveduto a prenderci a bottigliate sui coglioni; se ne poteva fare a meno comunque! Mentre noi cittadini ci arrabbattiamo nell'impresa disperata di ricondurre la società e la nazione su binari accettabili, i comici, nani e saltimbanchi si divertono a fare lo show scriteriato, senza pensare alle masse che la mattina se devono arzà per annasse a guadagnà la pagnotta, mica vanno sul palcoscenico che per loro è sempre disponibile (non sono mai disoccupati, anzi come si dice oggi "inoccupati" o "in attesa di lavoro"), a dire due stronzate e vai col tango! E il conto in banca non è mai in rosso! La cieca e scriteriata sindrome di protagonismo rende i cervelli annebbiati, tanto da fottersene di chi paga in prima persona e con la sua vita queste bravate che favoriscono solo il nostro avversario! Ma tant'è....... è facile fare le diete con la panza piena! Sono i "muort 'e famme" che non se lo possono permettere! E comunque la prossima volta che i Rigoletti vogliono romperci i coglioni, sentendosene fieri, ci consultoni prima! Perchè come ha detto qualcuno tempo fa: "il frocio fallo col culo tuo, non con quello degli altri!"

La mattina del 28 maggio 1974 una bomba esplode sotto i portici di piazza della Loggia a Brescia, mentre è in corso una manifestazione antifascista indetta dai sindacati e dal Comitato antifascista. L’attentato rivendicato da Ordine Nero, provoca otto morti e più di novanta feriti. L'ordigno era stato posto in un cestino portarifiuti e fatto esplodere con un congegno elettronico a distanza. Due istruttorie si susseguono negli anni: la prima porta a processo, nel 1979, diversi esponenti della destra radicale bresciana. In secondo grado, nel 1982, la sentenza di condanna viene annullata. L’assoluzione definitiva per tutti gli imputati arriva con la Cassazione nel 1985. La seconda istruttoria indica come imputati altri esponenti dell’estrema destra fra cui Mario Tuti. Anch’essi saranno prosciolti per insufficienza di prove (1989). Il fascicolo di una terza istruttoria è tuttora pendente presso la Procura di Brescia
È il 28 maggio 1976. L'Italia è percorsa in lungo e largo dai molti comizi elettorali che precedono le imminenti elezioni politiche fissate per il successivo 20 giugno. A Sezze Romano, cittadina in provincia di Latina, è previsto il comizio di Sandro Saccucci, importante esponente del Movimento Sociale Italiano. Ex paracadutista e sospettato di aver partecipato al tentato golpe orchestrato nel dicembre del 1970 dal principe Junio Valerio Borghese con l'aiuto di settori «deviati» di istituzioni e servizi segreti, il Saccucci giunge nel centro pontino con un manipolo di fedelissimi. La scelta della città è quanto mai provocatoria: Sezze è un centro tradizionalmente antifascista. L'adunata è prevista per il tardo pomeriggio e attorno alle 19,30 un corteo di sette o otto auto entra in paese. A bordo degli automezzi, tra gli altri, vi sono fascisti di dichiarata fede come: Pietro Allatta, suo figlio Benito e sua sorella Palma; Ida Veglianti, Mauro Camalieri, Sandro Grasselli, Massimo Gabrielli e un certo Russini, tutti provenienti da Aprilia; Filippo Alviti di Bassiano; Spagnolo e Mangani di Latina; il segretario locale della Cisnal Del Piano; Alessandro Petrianni, Virgilio Grassocci e Antonio Contento di Sezze; Calogero Aronica e Salvatore Trimarchi del Portuense; Gabliele Pirone, segretario della sezione missina della Magliana, Roma. Il manipolo si reca in piazza IV Novembre, luogo per il previsto raduno. Dal palco su cui sale Saccucci, vi sono molti camerati armati di bastoni e pistole. Le forze di polizia presenti non sembrano molto interessate e rimangono in disparte. La tensione è alta: i fascisti vogliono provocatoriamente portare avanti il comizio nonostante si trovino in netta minoranza. Ad un certo punto Saccucci dice: «Noi siamo un partito delle mani pulite!» e quando la piazza risponde con bordate di fischi e canti inneggianti il comunismo, l'ex parà, innervosito, aggiunge: «Non volete sentirmi con le buone, mi sentirete con queste» ed inizia a sparare. Saccucci si sarebbe poi dato alla fuga dirigendosi con il corteo delle altre auto fuori dal paese esplodendo numerosi colpi. Quando il seguito delle macchine giunge nella zona detta del «Ferro di cavallo», un proiettile, esploso da una «mano» che fuoriesce dall'auto di Saccucci, colpisce alla gamba sinistra il giovane Antonio Spirito, studente-lavoratore militante di Lotta continua. Un altro colpo centra quasi contemporaneamente Luigi Di Rosa. Il ragazzo morirà in ospedale dopo circa due ore di agonia. In realtà, come le indagini balistiche condotte dalla polizia scientifica dimostreranno, Luigi viene investito da due diverse pallottole: la prima, dello stesso calibro di quella che aveva colpito in precedenza Antonio Spirito, gli ferisce la mano; una seconda, di diverso calibro e quindi presumibilmente esplosa da una mano diversa, centrerà Luigi nella zona del basso ventre, causandone la ferita mortale. Di Rosa, padre muratore e madre casalinga, aveva ventuno anni e frequentava l'ultimo anno di un istituto tecnico di Latina. Era un militante, come suo padre, del Pci ed era iscritto alla Fgci.
ebbene si..... mi rivolgo a voi! Se come me vi sentite un rottame umano, traditi da chi NON PENSAVA A NOI, MA SOLO AI SUOI GIOCHINI, ma sotto sotto anche se ci stiamo leccando le ferite infertaci non dal nemico ma dall'amico (sto fijo de na ballerina!), ci vogliamo credere ancora...... insomma se come me vi sentite ANARCHICI, NEGRI, EBREI, COMMUNISTI, SPARVIERI, TOSTI COMBATTENTI E BARRICADERI INCALLITI, NONCHE' INCAZZATI NERI NERI (volevo dire rossi rossi, ma non rende bene), rientrate nell'atmosfera, beccatevi e godetevi sto pezzuccio di quando tutto era quasi stato messo a posto! CHIUDETE GLI OCCHIUCCI, E SOGNATE, SOGNATE, SOGNATE............
A ME MI DA LA CARICA.... MI FA SENTIRE VIVA E PATURNIOSA...E A VOI????
MAGICI, IMPERDIBILI, INTRAMONTABILI GANG!!!!
QUESTA E' UNA CHICCA D'EPOCA, MA ADESSO SO PURE MEJO! PAROLA DER PASSATORE, ANZI DELLA PASSATRICE, AVRETE CAPITO CHE SONO FEMMINUCCIA NO??????
vi invito a leggere di questo altro eccidio dimenticato, L'ECCIDIO DI PIETRANSIERI, avvenuto in Abbruzzo, con una tale efferatezza che è difficile crederlo! e ancora oggi ci si deve battere per diffonderne E DIFENDERNE LA MEMORIA.

QUESTO BLOG E' TENDENZIOSAMENTE COMMUNISTA, LIBERTARIO, ANTICLERICALE, CONTRO TUTTE LE MAFIE, SOPRATTUTTO QUELLE ISTITUZIONALI E CONTRO TUTTI I PROTETTORI DEI DELINQUENTI, DEI LADRI, DEI PAPPONI DI IERI, DI OGGI, DI DOMANI. CHI NON LA PENSA COSI' PASSI OLTRE, NON SI FERMI QUA',
NON SONO DEMOCRATICO!!!!!! LO SO! E ALLORA???

MAI RINNEGARE E MANIPOLARE IL PASSATO E LA STORIA!
LA STORIA SIAMO NOI!
3 APRILE 1944 - FORTE BRAVETTA
A Roma viene fucilato, dopo tre mesi di torture dei nazisti, Don Giuseppe Morosini, il prete che ha ispirato il film "Roma Città Aperta": Nello stesso giorno i nazisti catturarono i dirigento socialisti Giuliano Vassalli e Giuseppe Gracceva. Portati a Via Tasso, saranno interrogati e torturati per ben 8 ore al giorno: Gracceva non parlerà, Vassalli risponderà soltanto: "Sono il Tenente Giuliano Vassalli dell'Esercito Italiano e non ho niente da dichiarare!".