Image Hosted by ImageShack.us


Image Hosted by ImageShack.us

Image Hosted by ImageShack.us
IL SITO DELLA LEGGENDA!

Image Hosted by ImageShack.us

il sito di Utopia

Image Hosted by ImageShack.us

Animal Shelter, la mitica band del mio dolcissimo amico del cuore Stefano Banjo

glitter
CLICCA SUL LUPO PER IL KOMBATROCK-BLOG DEL PASSATORE



l'arte di BDB

Chi Sono

un gattaccio randagio alla ricerca delle sane origini contadine perse non si sa dove e non si sa quando


Blogger: passatorcortese
Nome: PASSATOR CORTESE
un Don Chisciotte senza spada e senza cavallo e senza pecunia! MAI ABBASSARE LA GUARDIA!


Image Hosted by ImageShack.us

Abilmente rubato all'amico Votantonio

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


La guerra del lavoro
Dall'inizio dell'anno al 12 Luglio 2008
per lavoro, ci sono:

560 morti
560064 infortuni
14101 invalidi





Sempre un villaggio,
sempre una campagna
mi ride al cuore
(o piange), Severino:
il paese ove,
andando,
ci accompagna l'azzurra vision
di San Marino:
sempre mi torna al cuore
il mio paese
cui regnarono Guidi e Malatesta,
cui tenne pure il Passator cortese,
re della strada,
re della foresta.

Là nelle stoppie dove singhiozzando va la tacchina con l'altrui covata,
presso gli stagni lustreggianti,
quando lenta vi guazza l'anatra iridata,

oh! fossi io teco;
e perderci nel verde,
e di tra gli olmi,
nido alle ghiandaie,
gettarci l'urlo che lungi si perde dentro il meridiano ozio dell'aie;

mentre il villano pone dalle spalle gobbe la ronca e afferra la scodella,
e '1 bue rumina nelle opache stalle
la sua laborïosa lupinella.

Da' borghi sparsi le campane in tanto
si rincorron coi lor gridi argentini:
chiamano al rezzo, alla quiete,
al santo desco fiorito d'occhi di bambini.

Già m'accoglieva in quelle ore bruciate sotto ombrello di trine una mimosa,
che fioria la mia casa ai dì d'estate co' suoi pennacchi di color di rosa;

e s'abbracciava per lo sgretolato muro un folto rosaio a un gelsomino;
guardava il tutto un pioppo alto e slanciato,
chiassoso a giorni come un biricchino.

Era il mio nido: dove immobilmente,
io galoppava con Guidon Selvaggio e con Astolfo;
o mi vedea presente l'imperatore nell'eremitaggio.

E mentre aereo mi poneva in via con l'ippogrifo pel sognato alone,
o risonava nella stanza mia muta il dettare di Napoleone;

udia tra i fieni allor allor falciati da' grilli il verso che perpetuo trema,
udiva dalle rane dei fossati un lungo interminabile poema.

E lunghi,
e interminati,
erano quelli ch'io meditai,
mirabili a sognare:
stormir di frondi,
cinguettio d'uccelli,
risa di donne,
strepito di mare.

Ma da quel nido,
rondini tardive,
tutti tutti migrammo un giorno nero;
io, la mia patria or è dove si vive:
gli altri son poco lungi;
in cimitero.

Così più non verrò per la calura tra que' tuoi polverosi biancospini,
ch'io non ritrovi nella mia verzura del cuculo ozïoso i piccolini,

Romagna solatia,
dolce paese,
cui regnarono Guidi e Malatesta;
cui tenne pure il Passator cortese,
re della strada,
re della foresta.

Image Hosted by ImageShack.us

Image Hosted by ImageShack.us

cuba e dintorni!

Image Hosted by ImageShack.us
Image Hosted by ImageShack.us/ width=
Image Hosted by ImageShack.us
Sito Tendenziosamente Comunista, Libertario e Anticlericale



Clicca qui per entrare in Pensierofilia...


Odi et Amo
Odio
I FASCISTI IN CAMICIA NERA E QUELLI CHE VIGLIACCAMENTE L'HANNO MESSA IN VARECCHINA SPERANDO DI NON FARSI RICONOSCERE E STRISCIANO NELL'OMBRA! I SEDICENTI GIORNALISTI RUFFIANI E LECCACULO DEI PADRONI "PRO TEMPORE", I SALTIMBANCHI CHE ZOMPETTANO DA UNA PARTE ALL'ALTRA A SECONDA DEL VENTO!



Amo
I VALOROSI PARTIGIANI, OGGI FEROCEMENTE VILLIPESI E OLTRAGGIATI DA GENTE ROZZA E ANALFABETA, CHE HANNO REGALATO A TUTTI LA LIBERTA' DI PAROLA E DI PENSIERO, E TUTTI QUELLI CHE FATICOSAMENTE E PAGANDO DI PERSONA CONTINUANO LA LORO OPERA! GRAZIE ONORE ETERNO AGLI EROI DELLA MONTAGNA





E' finito il comunismo,
incapace di svolgere
il ruolo che la storia
gli aveva assegnato,
ma non i poveri,
'e muort 'e famme.
E qualcuno dovrà pure
prendere in mano la loro bandiera
occuparsi di loro,
accorgersi della loro vita!





IL NUOVO FASCISMO NON DISTINGUE PIU'
NON E' UMANISTICAMENTE RETORICO,
E' AMERICANAMENTE PRAGMATICO.
IL SUO FINE E' LA RIORGANIZZAZIONE E
L'OMOLOGAZIONE BRUTALMENTE TOTALITARIA
DEL MONDO

Image Hosted by ImageShack.us

Italian Blogs for Darfur
medici senza frontiere



Image Hosted by ImageShack.us



Image Hosted by ImageShack.us



John Lennon – Imagine









*************
Partecipano

Image Hosted by ImageShack.us
SPAGNA BARBARA E CRUDELE? NO GRAZIE!
Image Hosted by ImageShack.us

frasi glitter


Casalinga Per Caso - by Fioredicollina Blogguzzo di marnu e i mici.. tante cosette per te e tanta simpatia^^
width="88" Blografando-Costruisci il tuo blog
made by danablu Image Hosted by ImageShack.us
Image Hosted by ImageShack.us
Immagini Recenti
Image Hosted by ImageShack.us

Image Hosted by ImageShack.us

Image Hosted by ImageShack.us

gruppo bairo

veggiepride

 


Organizzazione Internazionale Protezione Animali

Image Hosted by ImageShack.us


Humane Society International


Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder



Contatore
*loading* visite

PREMI RICEVUTI
Image Hosted by ImageShack.us

Ringrazio l'amica mammamatta.splinder.com per il premio Focaguerriera

Image Hosted by ImageShack.us
Grazie alla'mica Elenamaria di unamanciatadimore.splinder.com per il premio thinky
Premio D eci e lode

Per i tre premi "Dieci e Lode" ringrazio:
l'amica tamango.splinder.com
le amiche di okanimali.splinder.com
le amiche di esserinoebalena.splinder.com

Image Hosted by ImageShack.us

per il premio "Arte y Pyco"
Ringrazio: Mammamatta e Fioredautunno

Image Hosted by ImageShack.us

per il premio "la mente e il cuore"
Ringrazio Aironedistelle e Tamango

Image Hosted by ImageShack.us

Ringrazio la mitica Mammamatta e i miticimicetti Esserinoebalena per i due premi graditi anzicheno'
Crediti
Template e grafica by
IN ARIA... & kiocciola

Immagini by
Rainbow Coffi

Distribuito su
IN ARIA..., kiocciola, NST & GRAFICA DI STILE
Frase scorrevole
Inserisci qui ciò che vuoi il testo scorrerà verso l'alto. Spazio destinato a una frase che vuoi che scorra verso l'alto.



salvare i cani di Bucarest


















Image Hosted by ImageShack.us

"Un reperto di antiquariato da conservare con devozione"




ERO COGLIONA, OGGI SONO SPAZZATURA! E NE SONO FIERA! NON PUZZO MA MI STO ALLENANDO! ANCHE LA MONNEZZA HA DIRITTO ALLE PARI OPPORTUNITA', O CAZZO!

Image Hosted by ImageShack.us

IL MARTIRIO DI UNA CREATURA, TUTTO IL PAESE E' COLPEVOLE! OBBIGATORIO FIRMARE!



mercoledì, 16 luglio 2008
LETTERA APERTA AD UN TAL BAGNASCO - cardinale della chiesa di cristo

GIUSTIZIA L'E' MORTA, VIVA LA GIUSTIZIA 

BOLZANETOApprezzo molto la solerzia e i toni da apocalisse che in questi giorni stanno tenendo le menti degli italiani impegnatissimi, nel mentre che i caimani se fanno i cazzi loro, a decidere sui tubi da staccare; posso capire l'amore per l'uomo, fratello in Cristo, figlio del padre di tutti tutti noi, che spinge il porporato a pesanti ingerenze nella vita dei cittadini di uno stato sovrano (e si, purtroppo la costituzione ci ha definiti liberi cittadini di uno stato sovrano); d'altra parte siamo vicini vicini, i nostri stati confinano, e forse per questo le gerarchie vaticanensi  ci prediligono per il loro apostolato in terra! Pero, però, però.................ma quelli massacrati a Bolzaneto e a Genova non sono pure loro nostri fratelli in Cristo??? O forse dentro le sante mura der vaticano gli echi di queste faccenduole marginali non arrivano, tanto per non turbare la pace dei chiostri, in cui immagino tutti i porporati e le loro corti, prostrati davanti agli altari; per chiedere perdono a nostro signore dei peccati che si consumano in terra!

Ovviamente i nostri! Una parolina sulle ingiustizie e la violenza contro donne e anziani, perfino appartenenti ad una Parrocchia romana, pericolosi sovversivi armati fino ai denti, tipo tartarughe Ninja?  DUE PESI E DUE MISURE, come siete soliti fare da che  mondo è mondo! Vicino allo zar Nicola II° c'era il Pope, tanto per dichiarare, per esempio, l' avversità della chiesa alle anime morte E CONTESTUALMENTE LA SOLIDARIETA' CON GLI AGUZZINI DEI MISERABILI!

Il Cardinal Romero invece fu ammazzato sull'altare, perchè aveva preso sul serio il suo apostolato in terra e il messaggio evangelico di un tal di nome Gesu' Cristo.

Eminenza, se lo ricorda??? Che personaggio scomodo, se l'è proprio cercata! Come tutti quelli che nel corso dei secoli si sono messi in testa di criticare la cattiveria e la malvagità di chi stà seduto in cima alla piramide e si nutre del sangue e della fatica di chi sta sotto! 

le parole sulla copertina di Liberazione furono scritte da Panagulis nel Marzo 1972, Carcere di Boiati, Grecia dei Colonneli - in isolamento dopo una feroce bastonatura

Image Hosted by ImageShack.us


Adesso finalmente potremmo dire di essere sulla strada dei Colonnelli Greci, del regime di Pinochet e di tutti quei regimi reazionari e sanguinari che impiastrano di sangue e di ingiustizia la faccia della terra! Però siamo tanto buoni, specialmente la Domenica, quando vagonate di famigliole si inginocchiano tutti insieme sui banchi delle Chiese, ascoltano distrattamente le parole inutili, convenzionali, distratte del rappresentante di turno, si scambiano il segno della pace............assurdo, magari con quello che ti fa lo sgambetto (e a cui tu lo vuoi fare) e ti colpisce alle spalle (in tasca nascondi un bal martello per colpirlo tu per primo) appena fuori dal sagrato!.....L'importante è mantenere le apparenze e la facciata...e la società è salva!  

Eminenza, mi aspetterei da Lei e dai Suoi colleghi in Cristo, almeno una parola di sdegno e di solidarietà con le vittime fatte vittime una seconda volta, ma temo che a forza di aspettare mi cresca la barba di Matusalemme! Quindi non aspetto, perchè la mia estetista, già adesso, per togliermi due peluzzi mi costa una bella sommetta! Figuriamoci se mi dovesse liberare da un barbone tipo quello teste' descritto!

E comunquemente e peccaminosamente, vi auguro buon lavoro e speriamo che il vostro donatore di lavoro, il vostro principale insomma, non si accorga degli errori e delle scelleratezze che si commettono in suo nome all'interno di questa azienda! Altrimenti nessuno vi potrebbe salvare dal licenziamento in tronco e soprattutto  dovreste mettervi a lavurer! Coraggio, ci sono sempre i PRETI COME ALEX ZANOTELLI, che magari vi potrebbero trovare un posticino in qualche avamposto di frontiera nelle lande sperdute dell'Africa nera, in mezzo ai reietti e ai dimenticati, che poi sarebbe il posto di eccellenza per i rappresentanti di Cristo in terra; lui, Alex, abitualmente ci vive e sicuramente ci vivrebbe anche il figlio del vostro principale che volle nascere in una mangiatoia! Sapete perchè? Forse per far capire a chi non vuole intendere che la vita tra gli agi e i lussi e le Limousines, è roba da peccatori, ladri, sfruttatori, caimani, persecutori e assassini, non da rappresentanti del suo messaggio evangelico che recita:  "gli uomini sono tutti uguali.................dar da bere agli assetati....... ama il prossimo tuo....... quello che farai a un tuo fratello è come se lo avessi fatto a me........ "

MAI DIMENTICARE   

Scritto da: passatorcortese alle ore luglio 16, 2008 12:04 | link | commenti (2) | Categoria: per non dimenticare, vergogne ditalia, actung

lunedì, 21 aprile 2008
FASCISTI FRATRICIDI! PARTE I°
O VIANDANTE CHE PASSI DI QUA', SOSPENDI UN MOMENTO LA TUA CORSA, SIEDITI E ASCOLTA, NON DISPERDERE LA MEMORIA; NON ABBASSARE LA GUARDIA! CHE I COMPAGNI MARTIRI NON SIANO STATI TRUCIDATI INVANO!
Nel dovuto raccoglimento rendiamo onore a chi ha dato la vita affinchè noi fossimo liberi

"La pianura dei Sette Fratelli"
- Gang - grandissima immensa band!




I sette fratelli Cervi: Gelindo (classe 1901), Antenore (1906), Aldo (1909), Ferdinando (1911), Agostino (1916), Ovidio (1918), Ettore (1921).Tutti nati a Campegine (Reggio Emilia), tutti fucilati il 28 dicembre 1943 nel poligono di tiro di Reggio Emilia.

 Per la storia dei Fratelli Cervi si veda il sito dell'ANPI e quello dell'Istituto Alcide Cervi.

 Vedi anche Sette fratelli cantata dai Mercanti di Liquore con Marco Paolini


. E terra, e acqua, e vento Non c'era tempo per la paura,
 Nati sotto la stella, Quella più bella della pianura.

Image Hosted by ImageShack.us
 Avevano una falce E mani grandi da contadini,
 E prima di dormire Un padrenostro, come da bambini.
Sette figlioli, sette, di pane e miele, a chi li do?
Sette come le note, Una canzone gli canterò.
 E pioggia, e neve e gelo e vola il fuoco
insieme al vino, e vanno via i pensieri
 insieme al fumo su per il camino.
Avevano un granaio e il passo a tempo di chi sa ballare,
 di chi per la vita prende il suo amore, e lo sa portare.

Sette fratelli, sette, di pane e miele, a chi li do?
Non li darò alla guerra, all'uomo nero non li darò.
Nuvola, lampo e tuono, non c'e perdono per quella notte
che gli squadristi vennero e via li portarono coi calci e le botte.

 Avevano un saluto e, degli abbracci,
quello più forte, avevano lo sguardo,
quello di chi va incontro alla sorte.

Sette figlioli, sette, sette fratelli, a chi li do?
 Ci disse la pianura: Questi miei figli mai li scorderò.
 Sette uomini, sette, sette ferite e sette solchi.
Ci disse la pianura: I figli di Alcide non sono mai morti.

E in quella pianura Da Valle Re ai Campi Rossi
noi ci passammo un giorno
 e in mezzo alla nebbia ci scoprimmo commossi.

Scritto da: passatorcortese alle ore aprile 21, 2008 23:50 | link | commenti (5) | Categoria: per non dimenticare, actung, antifascismo viscerale

lunedì, 24 marzo 2008
24 Marzo - Fosse Ardeatine - per non dimenticare mai, mai mai!
dal blog: lupoabbruzzese.ilcannocchiale.it

Appello per i martiri di Pietransieri

Caro navigante, caro blogger, non avere fretta, leggi questo post
APPELLO per i Martiri di Pietransieri, (AQ)
lettera da sottoscrivere
inviando l'adesione a:
sentierodellaliberta@katamail.com

 

Le vittime furono 128: tra essi 34 bambini al di sotto dei 10 anni e un bimbo di un mese.

Era il novembre del '43, i corpi restarono a lungo abbandonati nella boscaglia, sepolti dalla neve sino alla primavera del 1944.

Oggi esiste in paese una via dedicata al re Vittorio Emanule III e non a questi martiri!

Lo scopo di questo appello è finalizzato a rimuovere questa oscenità!

     

<< Le parole dell’unica superstite dell’eccidio, Virginia Macerelli, riportate nel libro

“E si divisero il pane che non c’era”, a cura del Liceo Scientifico Statale “Fermi” di Sulmona, innalzano, come pietre, un monumento indistruttibile alla vita e all’amore:

Mia madre con sei figli è andata a Lìmmari e siamo stati per due notti sotto un albero…
I tedeschi venivano, ci interrogavano, bombardavano il paese e prendevano tutti gli animali,
i maiali e quello che trovavano. Il 16 novembre per primo hanno preso mio fratello.

 L’ hanno portato a Pietransieri con i maiali e l’ hanno ucciso. Poi hanno preso l’altro
mio fratello e l’ hanno ucciso in un boschetto. Poi il 21 novembre sono venuti
di nuovo dicendo che dovevano ammazzare tutti quanti… Dopo mezz’ora sono arrivate
le SS e ci hanno raggruppati. C’era un tronco d’albero e hanno fatto sedere la gente
intorno. Poi hanno messo una mina, grande come un vaso di fiori e l’ hanno fatta
saltare. Dopo che la mina era scoppiata, i tedeschi cominciarono ad uccidere i feriti
con la mitragliatrice. Io stavo sotto braccio a mamma. Ero la più piccola dei figli.
Si sa che quando c’è un pericolo la madre stringe a sé tutti i figli. Io ero la più piccola
e così mi ha abbracciato. Mia madre aveva uno scialle sulle spalle e come i tedeschi
hanno mitragliato è caduta ed è morta all’istante. Io sono caduta sotto a mamma
e sono rimasta lì… lo scialle di mamma mi aveva coperto”. >>



Questo blog è stato invitato  a pubblicare l'aggiornamento dei sottoscrittori all'adesione


 all’indirizzo e.mail:

sentierodellaliberta@katamail.com

Un silenzio colpevole grava sulla memoria delle 128 vittime dell’eccidio di Pietransieri.
In occasione del 64° anniversario dell’eccidio, avvenuto il 21 novembre 1943 in contrada Lìmmari,
chiediamo che sia resa giustizia alle vittime, vecchi donne bambini, anche attraverso
la “Commissione Parlamentare di inchiesta sulle cause dell’occultamento di fascicoli
relativi a crimini nazifascisti”, riunitasi la prima volta l’8 ottobre 2003.
Mario Liberatore, più volte sindaco di Roccaraso, ha dichiarato:
“Le ricerche sul massacro partirono con ritardo, nel 1946, e si interruppero un anno dopo.
Oggi se ne conosce il motivo: tutto finì nell’Armadio della vergogna”.
Purtroppo, a Pietransieri, frazione di Roccaraso, nemmeno una via ricorda i martiri.
La via principale è intitolata incredibilmente al re Vittorio Emanuele III.
La strada più importante del paese, con la metà della popolazione massacrata, è dedicata a quel re
che era stato complice, per un ventennio, del fascismo e che aveva firmato la dichiarazione di guerra!
Il re che, dopo la firma dell’armistizio, era ignominiosamente fuggito attraverso l’Abruzzo,
imbarcandosi ad Ortona e lasciando il Paese allo sbando.
Probabilmente l’eccidio, le stragi e rappresaglie di quel triste periodo della storia italiana
non sarebbero avvenuti, in quella misura e con quella ferocia, se non ci fosse stata quell’esecrabile fuga.
L’assurdità era stata notata e sottolineata, nella sua visita a Pietransieri nel 2002,
dal Presidente emerito della Repubblica Italiana, Oscar Luigi Scalfaro,
che nel discorso di commemorazione, prendendo spunto da quella intitolazione,
aveva esclamato con veemenza: “ Sì, via davvero via Vittorio Emanuele III ! ”.
Purtroppo all’invito del Presidente emerito, Oscar Luigi Scalfaro, non sono seguiti appelli,
richieste, azioni per rimuovere lo scandalo di quella lapide.
Chiediamo agli Amministratori comunali e alle Autorità che la strada sia intitolata ai “Martiri dei Lìmmari”,
i cui nomi sono scolpiti nelle lapidi del Sacrario,
in modo che, a Pietransieri, non ci sia solo il monumento-ricordo della terribile strage,
ma si allontani qualsiasi ombra che ne oscuri il sacrificio.

Sulmona, 14 novembre 2007


>

- AI CITTADINI DI PIETRANSIERI

- AI CITTADINI ITALIANI

- AL SINDACO DI ROCCARASO

- ALLE AUTORITÀ DELLA PROVINCIA E DELLA REGIONE

- AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, GIORGIO NAPOLITANO


NOTA: Chi intendesse aderire all’APPELLO può farlo inviando le generalità
che comunque dovrà sempre essere indirizzata
mailto:sentierodellaliberta@katamail.com


Lupoabruzzese è entusiasta di dedicare il suo blog  a questa iniziativa ed  invita tutti i bloggers a sostenerla.
Resterà una pagina aperta, viva, come un cero acceso in memoria  delle vittime del nazismo  e delle violenze! fino alla primavera del 2008, ricordando il periodo in cui i corpi dei poveri martiri restarono sepolti dalla neve, vegliati da un lupo che era rimasto meravigliato dalla ferocia umana!

Scritto da: passatorcortese alle ore marzo 24, 2008 22:09 | link | commenti (2) | Categoria: per non dimenticare, vergogne ditalia, actung, antifascismo viscerale, resistenza for ever, il segno della storia

martedì, 11 marzo 2008
C'era una volta Piazza Alimonda!

aforisma di Cetto Laqualunque (politico corrotto ma anche poeta)dedicato al nemico comunista De Santis:"non te sputo ca te profumo, non te piscio ca te lavo, non te caco ca t 'nciprio!"

 

Ogni fotogramma che accompagna la voce divina e pericolosamente (per lui!)  sexy dell'immenso Guccio, va attentamento osservato! Grazie! 

Le richieste dei pubblici ministeri

Bolzaneto, chieste condanne per 76 anni

Imputate 44 persone per le violenze nella caserma di polizia durante il G8 di Genova nel luglio 2001 

GENOVA - Condanne complessive per oltre 76 anni di reclusione sono state chieste dai pm, Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati, per i 44 imputati nel processo per le violenze e i soprusi nella caserma della polizia di Bolzaneto, durante il G8 a Genova del luglio 2001. Per Giuseppe Fornasiere, ispettore di polizia penitenziaria responsabile dell'ufficio matricole, è stata chiesta l'assoluzione. Le pene variano da un massimo di cinque anni e otto mesi, a sei mesi di reclusione. Nella caserma di Bolzaneto, secondo i pm, furono inflitte alle persone fermate «almeno quattro» delle cinque tecniche di interrogatorio che, secondo la Corte europea sui diritti dell'uomo chiamata a pronunciarsi sulla repressione dei tumulti in Irlanda negli anni Settanta, configurano «trattamenti inumani e degradanti».,

GIRONE INFERNALE - Durante la requisitoria, i pm avevano descritto la caserma di Bolzaneto durante il G8 come «un girone infernale». I reati contestati sono a vario titolo abuso d'ufficio, abuso di autorità contro detenuti o arrestati, falso ideologico, violenza privata, violazione dell'ordinamento penitenziario e della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. I pm hanno chiesto inoltre la condanna dei cinque medici presenti nell'area sanitaria. Per Massimo Pigozzi, il poliziotto accusato di lesioni personali lo strappo alla mano subita da un manifestante e suturata senza anestesia, i pm hanno chiesto la pena di 3 anni e 11 mesi di reclusione.

RICHIESTE - La pena più pesante è stata chiesta per Antonio Biagio Gugliotta, ispettore della polizia penitenziaria in servizio a Bolzaneto come responsabile della sicurezza. Tra le accusa nei suoi confronti, le percosse con calci, pugni, sberle e manganello in dotazione, di arrestati e fermati per identificazione. Tre anni e 6 mesi nei confronti di Alessandro Perugini, ex numero due della Digos di Genova, il funzionario più alto in grado presente nella caserma, per Anna Poggi, commissario capo di polizia, per il generale della polizia penitenziaria Oronzo Doria, responsabile del coordinamento e dell'organizzazione, per gli ufficiali di custodia Ernesto Cimino e Bruno Pelliccia.
11 marzo 2008  - corriere.it

 

Scritto da: passatorcortese alle ore marzo 11, 2008 16:05 | link | commenti (17) | Categoria: per non dimenticare, vergogne ditalia, omicidi legali, actung, il segno della storia

domenica, 27 gennaio 2008
CHI NON HA MEMORIA NON HA FUTURO! IL PASSATO RITORNA!



L'Olocausto con gli occhi dell'innocenza

 

Erano in 15.000: non ne sono sopravvissuti nemmeno 100. Avevano tutti un’età compresa tra i 12 ed i 16 anni.

Terezìn fu il maggiore campo di concentramento nazista sul territorio della Cecoslovacchia. Costruito come transito per gli ebrei che dal Protettorato di Boemia e Moravia venivano deportati verso i campi di sterminio dei territori orientali, dalla sua nascita vi furono deportati 150.000 persone, fra le quali 15.000 bambini. La maggior parte trovò la morte nel ghetto stesso o negli altri campi nazisti.

Non ci sono immagini forti, non ci sono cumuli di scheletri. Ma i quattromila disegni, come le sessantasei poesie di quelle giovani anime strappate alla vita, hanno senza dubbio lo stesso effetto. Il campo di Terezìn proprio perché di transito, è stato uno dei pochi che prevedeva uno spazio per i bambini. Stesse condizioni igieniche, stessa fame, stesse malattie. Proprio come gli adulti. Stessa Identica sofferenza.
Sotto la guida degli ebrei adulti, i bambini frequentarono lezioni e parteciparono a molte iniziative culturali. Tra gli animatori anche Dicker Brandejsovà, artista e progressista morta, proprio come la maggior parte dei bambini, nel campo di Auschwitz nell'autunno del '44.

Sono qui riportate  tre delle sessantasei poesie scritte dai bambini rinchiusi a Terezìn, uno dei campi di concentramento più tristemente famosi. Si noti, leggendo queste poesie, il grande coraggio e la grande voglia di vivere di questi bambini.

Accanto ad ogni poesia sono riportati, inoltre, alcuni dei disegni fatti dai bambini nel campo di concentramento di Terezìn.

 

 

 

   

SE QUESTO E' UN UOMO

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici
Considerate se questo è un uomo       
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no


 Nel corso della seconda guerra mondiale circa 44.000 italiani furono deportati nei Lager allestiti dai nazisti in tutta Europa per ebrei, oppositori politici,  zingari, omosessuali, Testimoni di Geova. Dei deportati italiani, quasi 9.000 furono gli ebrei e circa 30.000 i partigiani, gli antifascisti e i lavoratori (questi ultimi arrestati in gran parte dopo gli scioperi del marzo 1944), a cui si aggiungono circa 5.000 IMI o carcerati militari o ufficiali antifascisti. Circa il 90% di loro persero la vita nei campi. Si stima che siano morti nei campi di sterminio circa 7.125.000 persone.

memoria.gif (8769 byte)

spinato1.gif (2451 byte)
 

Scritto da: passatorcortese alle ore gennaio 27, 2008 16:51 | link | commenti (6) | Categoria: per non dimenticare, vergogne ditalia, vergogne dal mondo, actung, antifascismo viscerale, il segno della storia, la vergogna non abita più quì

domenica, 13 gennaio 2008
sti bojaccia de la malora! e meno male che nun sò più nazisti!!!!!!!! Pensa si lo ereno!
Questo articolo del Corriere della Sera lo voglio pubblicare pari pari senza rimandi, per non perdere neanche un secondo di questa piacevole lettura!

pm di Torino trovano un rapporto segreto dei manager

La Thyssen dopo il rogo:
gli operai fanno gli eroi in tv

«Il governo Prodi in crisi trae vantaggio dall'attenzione su di noi»

La sede della Thyssen Krupp a Torino listata a lutto (Ap)
TORINO - Un'analisi riservata interna sulla situazione politica italiana, sulle reazioni sindacali e sociali e sull'atteggiamento dei media all'indomani del rogo della ThyssenKrupp che nella notte tra il 5 e il 6 dicembre è costato la vita a sette operai. Il documento — cui contenuti, se confermati, sembrerebbero testimoniare meglio di qualunque altro materiale l'atteggiamento assunto dalla casa madre tedesca nei confronti delle sue filiali italiane e in particolare dell'acciaieria torinese in via di dismissione — è stato sequestrato giovedì scorso a Terni nel corso delle perquisizioni sia in fabbrica sia nelle abitazioni private dei tre massimi dirigenti italiani (l'amministratore delegato Harald Espenhahn, Gerald Priegnitz e Marco Pucci) del gruppo già iscritti per omicidio e disastro colposo nel registro degli indagati. e già negli anni precedenti alla tragedia le «condizioni ambientali» apparivano sfavorevoli al mantenimeNella nota, redatta in tedesco o forse tradotta in questa lingua proprio per renderne più rapida la lettura a tutti i manager interessati, si analizza la storia e la realtà della città di Torino, dove esiste — registrano i funzionari ThyssenKrupp — «una lunga tradizione sindacale di stampo comunista », e dovnto dell'attività produttiva. Non mancano i cenni remoti alla storia italiana e torinese degli «anni di piombo», nei quali chi firma l'analisi ricorda come alcune delle pagine più sanguinose del terrorismo brigatista siano state scritte proprio a Torino ad opera dell'eversione.

Poi si passa a esaminare la situazione dei 20 giorni di dicembre che hanno fatto seguito alla tragedia,durante i quali il sacrificio degli operai, le loro condizioni di lavoro, le dichiarazioni di dura condanna da parte delle istituzioni e delle forze politiche e sindacali italiane hanno occupato le prime pagine dei giornali e dei telegiornali. Ai vertici aziendali che dalla casa madre di Essen, in Germania, hanno evidentemente richiesto elementi per poter meglio valutare la situazione e per poter quindi decidere la propria strategia sia di comunicazione sia legale, lo sconosciuto relatore dell'analisi trasmette i propri commenti.

Gli operai sopravvissuti al rogo e i compagni di lavoro delle vittime «passano di televisione in televisione » e vengono rappresentati «come degli eroi». Un fatto, quest'ultimo, particolarmente sgradevole, che impedisce ogni possibile misura di censura o di richiamo a questi testimoni, che sono ancora e a tutti gli effetti dipendenti della società, ma che in questo momento sarebbe inopportuno colpire sul piano disciplinare, anche se non si esclude di poter prendere in considerazione questa ipotesi per il futuro, dopo un'attenta analisi degli aspetti formali e delle rassegne stampa cartacee e televisive. Infine, nella lettera ritrovata all'interno di una valigetta nelle perquisizioni, si traccia anche un affresco della situazione politica italiana in generale, facendo notare come lo stesso governo guidato da Romano Prodi, che attraverserebbe comunque un periodo di «crisi», possa trarre vantaggio dall'estrema attenzione dei media sul rogo di Torino, che può esercitare, se non altro, un ruolo di calamita capace di distrarre l'attenzione dei lettori e dei telespettatori da altri e più urgenti problemi di politica interna

Vera Schiavazzi
13 gennaio 2008

si siete abbastanzemente incazzati, andate qui , e ce sta pure 'na richiesta al governo circa la sicurezza sul lavoro, da firmare, se uno vole!

http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/cronaca/incendio-acciaieria-1/thyssen-mauro/thyssen-mauro.html

clicca qui che fai prima     ( segnalato dall'amica ElenaMaria)

AGGIORNAMENTO DEL 14/1/08:

DAI DOCUMENTI SEQUESTRATI IN QUEL DI TERNI: "DOBBIAMO FAR PASSARE IL ROGO COME FRUTTO DI UNA DISTRAZIONE DEGLI OPERAI!"

VA A FINIRE CHE SI SONO BRUCIATI VIVI PER FARVI DISPETTO! L'HO SEMPRE PENSATO CHE BISOGNA DIFFIDARE DI QUELLI CON GLI OCCHI DA NAZISTA, I CAPELLI BIONDI E GLI ZIGOMO ALTI!

BRUTTI FETENTONI! E NON DICO ALTRO, MA ESTENDO ER COMPLIMENTO AR DIRETTORE ITALIANO E PURE TERNANO! MA LA MATINA... JAA FAI A GUARDATTE DRENTO A 'O SPECCHIO??? E CHE TE DICHI MENTRE CHE T'ARIMMIRI?

E TU..CHE STAI DRENTO A LI CELI......FAMME CAPI' 'N PO'...CHE STAI A FA' LASSU' A CAVACECIO DE 'E NUVOLE CANDIDE! BUTTA QUARCHE  SPADA DE FOCO, 'GNI TANTO, MA VEDI DE COJE GIUSTO!

Scritto da: passatorcortese alle ore gennaio 13, 2008 14:34 | link | commenti (10) | Categoria: tempi moderni, incanoir, vergogne ditalia, vergogne dal mondo, omicidi legali, actung, dove abita la vergogna, ce pijate per il culo, il lavoro che uccide

lunedì, 07 gennaio 2008
Ma la specie umana è compresa??????

In Italia si spara a troppe poche specie

Parola d’ordine, «rendere giustizia».
A chi? Ai cacciatori d’Italia, che non possono essere «considerati cittadini di serie B».

(Corriere della sera)

Ad essere convinto della discriminazione in atto nel nostro paese, è il presidente di An, Gianfranco Fini, che ha rilasciato, a tal proposito, un’intervista a «Il cacciatore italiano», organo della Federazione italiana della caccia.
Una decina di domande per chiarire che Gianfranco Fini un passato da cacciatore, recita l’incipit dell’intervista - sente «la responsabilità di un approccio serio e rapido al problema» e vuole «rispondere alle esigenze del mondo della caccia e del lavoro». Perchè «il cacciatore non può essere considerato un cittadino di serie B, chiamato alle urne con richiami propagandistici e - ammonisce il leader di An - subito dopo le elezioni, penalizzato dal ministro di turno».

Quindi se cambiasse il governo- si legge nell’intervista - i cacciatori avrebbero delle speranze? «Credo che il governo cambierà presto», dice sicuro Fini. «Sono convinto che occorra una nuova legge che, pur tenendo nella dovuta considerazione la tutela dell’ambiente, non prevarichi le prerogative dell’uomo, anche se cacciatore».

Per  continuare ad istruirvi.... cliccate qui, senza timore....ancora non hanno inventato un'arma che ti spara attraverso il p.c. (ancora..........)

Scritto da: passatorcortese alle ore gennaio 07, 2008 10:59 | link | commenti (12) | Categoria: curiosity, pasquinate, tanto pe cantà, gatti e dintorni, actung

giovedì, 03 gennaio 2008
c'era una volta....e fra un pò ci risarà?

 

              

 

PICCOLA STORIA IGNOBILE.............. GUCCINI - 1976 (preistoria?)
prima di leggere cliccate su Guccio! La lettura ve viene meglio! L'idea l'ho rubata ad Elenamaria www.unamanciatadimore.splinder.com, e non mi dichiaro pentita!


C'era una volta una bellissima donna, il suo nome era Jolanda. Viveva in un paesino di circa trecento anime e seppure il marito non lavorava abbastanza, aveva due belle bimbe, che faticava a far crescere; ma un giorno, cominciò ad avvertire dei sintomi chiari e capì che la famiglia sarebbe cresciuta! Con la morte nel cuore e consigliata da tutti quelli che ne sapevano più di lei, si fece accompagnare dal marito presso la casa della "mammana" ufficiale, nel paesino vicino al suo e li volò in cielo! Le bimbe rimasero senza la mamma, il marito senza la sposa, il paese ipocritamente si meravigliò e si scandalizzò dell'accaduto, nessuno perseguì la "mammana"  (poteva tornare utile.....non si sa mai) e la povera Jolanda fu seppellita senza la benedizione del prete, perchè le santocchie (quelle specie di donne vogliose e inappagate, le nemiche di Bocca di Rosa, che vivono attaccate saldamente alla gonna del prete) dissero che aveva peccato e che aveva avuto la giusta punizione. Le figliolette crebbero come meglio poterono, ma mai l'onta le abbandonò: erano le figlie della peccatrice! Dovettero fuggire dal paese ancor adolescenti e di loro non si è saputo più nulla! Il padre si risposò, ma non si curò più delle figlie.

Questa non è una fiaba, è una storia triste conosciuta bene dal Passatore, nella sua fanciullezza, e l'immagine di quella bellissima e sfortunata donna lo persegui