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rapinato all'amico Maurizio, che incautamente mi ha avvisato di questa meraviglia pubblicata da lui sul suo sito www.europadeipopoli.org
qualcuno mi saprebbe dire che cosa è cambiato dal tempo de "La corte dei Miracoli", dei Gang (combat folk rock fine anni '80), dal tempo di questa lirica struggente di Pierangelo Bertoli, ai nostri giorni??
Italia d'oro
Bertoli - Negri
(1992)
Racconteranno che adesso è più facile
che la giustizia si rafforzerà
che la ragione è servire il più forte
e un calcio in culo all'umanità
Ditemi ora se tutto è mutevole
se il criminale fu chi assassinò
poi l'interesse così prepotente che conta solo chi più sterminò
Romba il potere che detta le regole
cade la voce della libertà
mentre sui conti dei lupi economici
non resta il sangue di chi pagherà
Italia d'oro frutto del lavoro cinta dall'alloro
trovati una scusa tu se lo puoi
Italia nera sotto la bandiera vecchia vivandiera te ne sbatti di noi
mangiati quel che vuoi fin quando lo potrai
tanto non paghi mai
Tutto si perde in un suono di missili
mentre altri spari risuonano già
sopra alle strade viaggiate dai deboli
la nostra guerra non si spegnerà
E torneranno a parlarci di lacrime dei risultati della povertà
delle tangenti e dei boss tutti liberi
di un'altra bomba scoppiata in città
Spero soltanto di stare tra gli uomini
che l'ignoranza non la spunterà
che smetteremo di essere complici
che cambieremo chi deciderà
Italia d'oro frutto del lavoro cinta dall'alloro
trovati una scusa tu se lo puoi
Italia nera sotto la bandiera vecchia vivandiera te ne sbatti di noi
mangiati quel che vuoi fin quando lo potrai
tanto non paghi mai
Fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta
dell'elmo di Scipio s'è cinta la testa
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ebbene si..... mi rivolgo a voi! Se come me vi sentite un rottame umano, traditi da chi NON PENSAVA A NOI, MA SOLO AI SUOI GIOCHINI, ma sotto sotto anche se ci stiamo leccando le ferite infertaci non dal nemico ma dall'amico (sto fijo de na ballerina!), ci vogliamo credere ancora...... insomma se come me vi sentite ANARCHICI, NEGRI, EBREI, COMMUNISTI, SPARVIERI, TOSTI COMBATTENTI E BARRICADERI INCALLITI, NONCHE' INCAZZATI NERI NERI (volevo dire rossi rossi, ma non rende bene), rientrate nell'atmosfera, beccatevi e godetevi sto pezzuccio di quando tutto era quasi stato messo a posto! CHIUDETE GLI OCCHIUCCI, E SOGNATE, SOGNATE, SOGNATE............
A ME MI DA LA CARICA.... MI FA SENTIRE VIVA E PATURNIOSA...E A VOI????
MAGICI, IMPERDIBILI, INTRAMONTABILI GANG!!!!
QUESTA E' UNA CHICCA D'EPOCA, MA ADESSO SO PURE MEJO! PAROLA DER PASSATORE, ANZI DELLA PASSATRICE, AVRETE CAPITO CHE SONO FEMMINUCCIA NO??????
per non lasciare nulla nel dimenticatoio! per non dimenticare un'altra vergogna tutta italiana! Vi prego di leggere anche i contenuti citati!
il magistrale pezzo dei New Trolls, (altro gruppo mitico di quando la musica diceva qualcosa, sia come contenuti, sia come qualità e ricerca sonora), purtroppo molto adeguato, mi è stato segnalato dall'amica Elenamaria
Non potevano entrare nei bar, né provare ad affacciarsi nei pochi cinema o luoghi di spettacolo pubblico. Dovevano restare nei campi a loro riservati. Trattati come dei prigionieri. Nella regione carbonifera del Belgio, un'area che comprendeva cinque bacini di scavo, dove trovavano lavoro 25 mila minatori, i contadini, gli artigiani e i pastori abruzzesi c'erano arrivati sulla base di un accordo tra Stati.
Nella primavera del 1946 il capo del governo italiano Alcide De Gasperi e il primo ministro belga Van Acker siglano un accordo. L'Italia si impegna ad inviare mille minatori al mese in Belgio. Ottenendo in cambio la possibilità di acquistare ad un prezzo prestabilito 200 chili di carbone al giorno per ogni italiano inviato in Belgio. Era un'Italia in ginocchio quella che siglò l'accordo. Un Paese che aveva perso una guerra. E che era trattato con diffidenza dai vincitori-alleati. Un Paese alla disperata ricerca di materie prime per far ripartire la sua industria. Le sue centrali. Un Paese che non aveva altro da esportare se non uomini. Braccia di giovani disperati. Spesso reduci da anni nei campi di prigionia.
O padri di famiglia alla ricerca di un'opportunità per guardare con un pizzico di fiducia al futuro della propria famiglia. L'Abruzzo di quel dopoguerra condivideva con la Calabria e la Basilicata una spaventosa situazione sociale. Niente lavoro. Zero infrastrutture. Settori importanti della sua economia al collasso. La pastorizia con la guerra aveva avuto il suo colpo di grazia. L'agricoltura scontava ritardi atavici.
La regione non aveva una prospettiva di ripresa. Era stata esclusa persino dai piani di ricostruzione,
per continuare leggi qui'
STREGHE E STREGHI DI TUTTO IL MONDO: UNIAMOCI E FACCIAMO UNA CATENA DI MALEFICI AFFINCHE' VENGA RESO PAN PER FOCACCIA AL REO MILIARDARIO!
FIGO: PREMIO MERDA DELL'UMANITA'!
NON POSSO INFIERIRE TROPPO PERCHE' IL MIO TENERO AMICO STEFANOVER TIFA INTER! MA PENSO CHE SOFFRIRA' DAVVERO TANTO E SI VERGOGNERA' DI QUESTO INETTO E VIGLIACCO PRIVO DELLE PIU' ELEMENTARI NORME DEL VIVERE CIVILE!

Vi racconto una storia che sembra una favola(triste) e invece è accaduta davvero.
C'era una volta un bellissimo gatto nero. Viveva ad appiano gentile. Gli piaceva sdraiarsi sull'erba dei prati frequentati dai calciatori dell'inter in allenamento.
Loro giocavano, lui prendeva il sole e di tanto in tanto osservava con distacco felino quei matti in braghette che rincorrevano il pallone. Non aveva mai fatto del male a nessuno. Dormicchiava,sbadigliava, con la zampetta lavava il mantello nero.
I suoi guai sono cominciati quando qualcuno lo ha notato ai bordi del campo: oddio un gatto nero!
Siamo nel terzo millennio, le streghe sono state tutte bruciate alcuni secoli fa, ma esistono ancora degli imbecilli capaci di credere negli effetti malefici di un micetto scuro.
E il nostro micetto scuro come il buio e dolce come il miele è stato preso di mira da un paio di calciatori: ecco è lui l'untore, lui ci porta sfiga.
Il povero gatto non ha più avuto pace. Veniva scacciato. Lo inseguivano forse per rifilargli una pedata al posto del pallone.
Finché un giorno, un attaccante di nome Figo, un portoghese che non segnava un gol dalla presa di Troia, lo ha schiacciato con la jeep. Oh, eliminato lo iettatore!
Però, che campione di intelligenza, quel Figo. Il quale, la domenica dopo viene schierato da Mancini nella partita contro la Juve, e si infortuna alla gamba. Stagione chiusa, forse carriera chiusa.
Da quel momento l'Inter ha avuto solo tribulazioni, si è mangiata gran parte del vantaggio sulla Roma.
Non era il micio nero che menava sfiga, ma chi lo ha ucciso, lo sfigato Figo.
Ma ecco il miracolo. Mancini ha la buona idea di portare la squadra in visita al Papa, che ama i gatti di ogni colore(non essendo un cr***no non è nemmeno superstizioso).
Benedetto XVI ha ricevuto la comitiva e, dato che il suo nome è una garanzia, l'ha benedetta.
La storia si chiude qui.
auguriamo all'inter di vincere lo scudetto e di avere imparato la lezione: i gatti neri vivi portano buono, i gatti neri morti ammazzati con crudeltà sporcano la coscienza degli stolti.
E gli stolti sono perdenti.
Speriamo che il Papa"gattolico" abbia sistemato le cose.
in ogni caso, se Figo mi attraversa la strada, mi tocco.
Vittorio Feltri.
SENZA PAROLE!
ci sono persone la cui sofferenza dura per sempre, non solo il tempo dei clamori. Per rispetto non aggiungo altro se non la parola
Vergogna
a tutti i nostri politicanti e portaborse, a tutti i ruffiani di regime, a tutti quelli che hanno abbandonato i lavoratori e la lotta, A TUTTI I SINDACALISTI CHE HANNO PRESO IL VOLO VERSO LE POLTRONE, ai sindacalisti che hanno carpito nel tempo la buona fede dei fessacchiotti e che hanno contribuito allo sfacelo della coscienza collettiva, nonchè a tutti quelli che passano sui cadaveri in nome del dio denaro.
MAI DIMENTICARE !
Ora, dopo una segnalazione di Wlodek Goldkorn il 18 ottobre
http://goldkorn.blogautore.espresso.repubblica.it/2007/10/18/i-veri-b...
è stato ripreso da l'Espresso oggi, 1° novembre.
La notte dei Thyssen
di Wlodek Goldkorn
Un castello in Austria. Una contessa. Ospiti nazisti. Prigionieri ebrei. Poi
la strage. Ecco perché dopo 52 anni un giornalista inglese svela la storia
nascosta di una grande famiglia
Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.
Sul sito della Brigata Lolli ho trovato queste parole che mi hanno colpito duro al cuore! Ho provato sensazioni ignobilmente commoventi per un re della strada e mi è spuntata qualche lacrimuccia! Si chiama nostalgia o vecchiaia????Forse si chiama: "aiuto....voglio scendere da questo schifo che mi circonda!!!"
Crolla il mondo non appena ci voltiamo.
Abbiamo paura di strade nuove e cerchiamo noi stessi in un'ombra sempre più inquietante. Siamo stanchi, provati, ma siamo sempre qui.
Perche' una canzone, perche' Bielle?
Perche' in una chitarra, nelle "nostre" note,
nei versi che naufragano nel cuore e si addormentano nel cervello
possiamo ancora riuscire a dare un volto ai nostri sogni.
E Bielle vuol dire musica, ma vuol dire soprattutto resistenza.
Resistenza ad una società che non vogliamo accettare,
in cui non ci riconosciamo,
che viene cantata e raccontata da tantissime voci semi nascoste,
deboli e oscurate, ma pronte a graffiare ancora, nonostante tutto.
Claudio, e come lui tanti altri, ci aiuta a sopravvivere
in un mondo che ostacola tutto ciò che non è capitale o guerra.
Questo spazio e' per le loro voci e le nostre parole. Portiamo avanti questa stella con la speranza che la scia possa arrivare lontano. Lontano da qui, fra le nuvole e il sole,
fra le braccia di Utopia
Dal Passatore: grazie a Claudio Lolli

i precedenti di quanto avvenuto ora e il perchè delle strane argomentazioni del sindaco di Verona, li trovate quì in un mio post dell'anno scorso relativo alla oltraggiosa nomina di Andrea Miglioranzi, sponsorizzata dal tizio di cui sopra, a rappresentante del Comune, all'Istituto per la Resistenza di Verona, Istituto fondato nel 1998!
IMPASTATO PEPPINO
la mafia l'ha ucciso - l'indifferenza ne ha oltraggiato la memoria!
9 MAGGIO 1978 - 9 MAGGIO 2008
in piazza contro la mafia
Appello per una Manifestazione nazionale contro la mafia in occasione del Forum sociale antimafia 2008 a 30 anni dall’assassinio di Peppino Impastato.
informazioni, adesioni e contatti:
Associazione Peppino Impastato-Casa Memoria
email:giovannimapstato@gmail.com
Per ricordare il 1° Maggio:
che non è solo un concerto, non è solo una scampagnata con fave e pecorino, ma è la memoria storica dei soprusi e del sangue versato contro le forze reazionarie che hanno sempre ostacolato il progresso con tutti i mezzi: omicidi, stragi, violenze private e collettive, e altro, fermiamoci quì! PORTELLA DELLA GINESTRA rimane il simbolo della barbarie dei detentori del potere contro i lavoratori che si risvegliavano! Ma quest'anno voglio dedicare il 1° Maggio ad un compagno lavoratore di cui i più giovani non avranno memoria!
Era un ferroviere, un lavoratore! UN ANARCHICO UCCISO INNNOCENTE COME INNOCENTI ERANO SACCO E VANZETTI E TUTTI GLI ANARCHICI CHE HAN SEMPRE BASTONATO, IN QUANTO NON COLLUSI CON ALCUNA FORZA DI POTERE PALESE E OCCULTO!
anche questa poesia è dedicata sempre all'anarchico Giuseppe Pinelli dal poeta RICCARDO MANNERINI
Un ferroviere era quel tale
che per morire scelse Natale.
Da una finestra entrò nella storia
che parla di fame, non certo di gloria.
Aveva due figlie, un'idea, un mestiere
credeva nel dire e non nel tacere,
per essere pulito di dentro e di fuori
rischiava la vita fra i locomotori.
Agganciava carrozze agganciava vagoni
sognava da sveglio dei tempi più buoni
ma quando la sorte è puntigliosa
arriva la morte in forma curiosa
che gli procura, umano aeroplano
un volo notturno da un quarto piano
e lo riduce in quattro e quattr'otto
in un mucchio di cenci, di ossa un fagotto.
Pino Pinelli era quel tale che per morire scelse Natale,
da una finestra entrò nella storia
che parla di infamia non certo di gloria
all'alba non muore soltanto la notte,
muore anche l'uomo e il suo divenire,
e il sangue caldo che bagna il selciato
è un discorso appena iniziato.
Passati stupori e costernazioni nascono voci,
si fanno illazioni, si cercano insomma astratte
scuse come il poeta cerca le Muse
Ma il morto rimane, col sangue fra i denti
non l'hanno ammazzato i suoi respingenti.
Un po' di cordoglio, la stampa è vicina,
e il ferroviere va al posto di Mina,
mentre si scrive in ferrovia:
Il manovratore è andato via.
Per creare un vuoto nel mondo operaio,
non serve neppure ammazzarne un migliaio:
Basta un dramma, il mistero, l'inchiesta,
segue chi piange, chi urla, protesta,
Pino Pinelli era quel tale che per morire scelse Natale.
Da una finestra entrò nella storia,
che parla di fame, non certo di gloria.
Si cerca il tritolo, la droga , le donne,
e mentre si fruga, si cerca, si indaga,
ti salta fuori la busta paga,
che ti dimostra in maniera evidente
che chi lavora incassa un bel niente.
All'alba non muore soltanto la notte,
muore anche l'uomo e il suo divenire,
e il sangue caldo che bagna il selciato
è un discorso appena iniziato.
OGGI L'ANARCHICO GIUSEPPE PINELLI RIPOSA A CARRARA NEL CIMITERO DI TURIGLIANO.
Le sue spoglie furono qua accolte, dai suoi compagni, a seguito dello sfratto dato alle sue spoglie dalla giunta socialista della Milano di Craxi, Pillitteri ed Aniasi.